Non so se sapete leggere le labbra. Io vi confesso che sono pessima in quest’arte, ma ci sono dei veri specialisti che ci prendono al primo colpo.

Guardate questo video di appena un minuto. Il presidente del governo spagnolo, Mariano Rajoy, annuncia che ridurrà il sussidio di base ai disoccupati dal 60 al 50%, a partire dal sesto mese in cui si riceve. La misura è per “incentivarli” a conseguire un impiego. Questo provoca nell’emiciclo del Congresso fischi dell’opposizione e applausi del Partito Popolare (che governa con la maggioranza).

Tornate al video e fermatelo giusto al secondo 00:24. Fate caso alla donna bionda e leggete le sue labbra: “Che si fottano!”. Se avete un orecchio poco sensibile come il mio, lasciate stare.

La signora in questione è Andrea Fabra, deputata del PP di Castellón de la Plana (Comunità Valenzana), oltre che portavoce della Commissione Sanità e Servizi sociali del governo. “L’improperio non era diretto ai 5 milioni di disoccupati che abbiamo in Spagna, ma ad un deputato dell’opposizione”, si è difesa davanti alla stampa.  Andrea Fabra è figlia di Carlos Fabra Carreras, segretario provinciale del Partito Popolare a  Castellón de la Plana attualmente accusato di traffico di influenze, corruzione e quattro altri reati fiscali nel “Caso Fabra”.

Da poco abbiamo saputo dalla pagina “Che fanno i deputati?” che Andrea Fabra è una delle politiche che beneficia di una diaria di 1.823,26 euro (23.702,38) l’anno per “affrontare le spese di vitto e alloggio nella capitale dovute all’attività alla Camera”, denaro “esente da tasse”.

Questo aiuto sarebbe giusto e necessario se vivesse a 424km dal Congresso dei Deputati – distanza tra Madrid e Castellón de la Plana – e dovesse alloggiare in hotel ogni volta che presenzia ai discorsi di Rajoy e spara insulti a voce alta. Ma la deputata è sposata con Juan José Güemes, altro politico del PP e i due vivono, con i loro tre figli, in una casa di proprietà a Madrid. Nonostante questo, non rinuncia alla sua paga extra. Tale padre tale figlia?

Come Andrea Fabra, anche altri 70 deputati si intascano questo sussidio di cui non hanno bisogno per vivere a Madrid, anche se rappresentano altri municipi.

I dati rivelano anche che ci sono sei deputati in tutto l’emiciclo che posseggono cinque case, tra questi la Ministra del lavoro, Fatima Báñez (sotto il cui governo il livello di disoccupazione in Spagna è del 24%). E altri nove che hanno quattro case. Chi può permettersi questo lusso oggigiorno? La Piattaforma delle Vittime dei Mutui denuncia che ogni giorno si eseguono 159 sfratti in Spagna e che ci sono 5,6 milioni di case vuote.

Assalto giustificato?

La mancanza di coerenza porta tutti a commettere azioni poco elogiabili, ma sufficientemente simboliche al punto da dare un tocco d’attenzione alla questione. Guardate adesso quest’altro video. E’ quello dell’assalto ad un supermercato (07/08/2012) sivigliano, nel quale decine di persone si sono portare via 10 carrelli della spesa carichi di riso, latte e altri alimenti di prima necessità.

L’azione era capeggiata da José Manuel Sánchez Gordillo, portavoce del sindacato andaluso dei Lavoratori, deputato del Congresso per il partito di Sinistra Unita e sindaco di Marinaleda, una comunità sivigliana, al sud della Spagna, che conta 2.708 abitanti concentrati in 25kmq.

Sánchez Gordillo ha giustificato la sua azione con queste parole: “Sono per le famiglie che non hanno mezzi”. La polizia non ha potuto ostacolare gli assaltanti e, qualche ora dopo, l’azione si è ripetuta a Cadice, altra provincia del sud della Spagna. Che genere di famiglie potrebbero essere quelle di cui parla il deputato? In Spagna abbiamo 200.000 disoccupati di lungo periodo, che non ricevono nessun altro sussidio e che, finora, beneficiavano del pagamento di 400 euro (solo per gli under 45).

Il presidente Mariano Rajoy da mesi annuncia che il 15 agosto per loro sarebbe finito il sussidio, lasciandoli assolutamente senza niente. Le lamentele e le proteste delle ultime settimane sono state numerose al punto che alla fine, si è concessa una proroga di sei mesi al sussidio.

Dalla parte opposta di questa scena di estrema indigenza, c’è l’opulenza dei dirigenti delle banche salvate. Appena qualche giorno fa si è saputo che avranno un taglio dello stipendio: da 600.000 euro lordi annuali passeranno a guadagnare 300.000 euro. Ma non tutti. Si salvano quelli che appartengono a quelle banche che hanno dovuto salvare altre entità attraverso fusioni, secondo l’Ordine Ministeriale dello scorso 8 agosto. A questi ultimi, non si potrà toccare lo stipendio blindato.

Ritorno alle parole del sindaco di Marinaleda, José Manuel Sanchez Gordillo. Quando gli domandarono se per caso avesse capeggiato un assalto, rispose davanti alle telecamere della televisione: “E’ stato un fatto simbolico e senza violenza. Introducano uno stipendio minimo perché ogni famiglia spagnola mangi e viva con dignità. Perché non si applicano i tagli ai benefici della banca? L’origine della crisi è un ladrocinio dei mutui spazzatura. Perché non si fa un referendum per sapere se la gente è d’accordo con i tagli?”.

Voi…dalla parte di chi parte state?

(Traduzione dallo spagnolo di Alessia Grossi)