“Il dossier epidemiologico (sulla distribuzione e frequenza di malattie e di eventi di rilevanza sanitaria nella popolazione, ndr) del ministero della Salute su Taranto sarà pronto per la metà di settembre o al più tardi entro il mese successivo”. Lo ha assicurato il ministro Renato Balduzzi, intervenuto a ‘Prima di tutto’ su Radio 1. Poi Balduzzi ha ricordato che l’acciaieria da oltre 12 anni è inserita nei siti di interesse nazionale che sono monitorati dal ministero. Ora, ha continuato il ministro, “è in corso un monitoraggio biologico per quanto riguarda gli allevatori del territorio circostante”. Su questo versante, secondo l’accademico prestato alla politica, si sta analizzando, “un campione molto specifico e interessante per verificare le conseguenze della situazione dell’inquinamento ambientale in modo non tale da gettare un generico allarme ma piuttosto capire esattamente qual è la situazione e poter elaborare una strategia di risposta sanitaria”. Infine Balduzzi ha sottolineato che in queste settimane di Ilva “si è parlato soprattutto su lavoro e ambiente e per l’indagine della magistratura in corso” ma il ministero della Salute “non è stato con le mani in mano e ha continuato e approfondito quel che già stava facendo”.   

Per quanto riguarda l’aspetto produttivo, invece, lo scenario che sembra profilarsi per il polo siderurgico sarebbe quello di una produzione a livelli molti bassi, funzionale più al risanamento degli impianti che alla vera e propria attività di impresa, dopo che il Tribunale del Riesame, lunedì scorso, depositando le motivazioni sul ricorso presentato dall’azienda contro l’ordinanza di sequestro del gip del 25 luglio scorso, ha confermato il sequestro stesso. Le emissioni inquinanti devono cessare, hanno detto i giudici del Riesame in continuità con quanto già detto nell’ordinanza del gip, Patrizia Todisco, e quanto affermato dalla Procura di Taranto. L’unico punto di novità è che il Riesame ha delegato ai custodi giudiziali l’individuazione delle modalità tecnico-operative, da prospettare all’autorità giudiziaria, dicendo che lo spegnimento è una delle possibilità, e certamente non l’unica. In questo modo viene quindi confermato che l’Ilva può restare in attività e in una fase successiva tornare alla normalità, solo se si mette a norma. In tal senso, per quanto riguarda il fronte occupazionale, il segretario della Uilm di Taranto, Antonio Talò ha precisato che, “è prematuro per ora parlare di cassa integrazione all’Ilva in conseguenza della minore operatività degli impianti e dell’attuazione delle misure di risanamento ambientale finalizzate ad abbattere l’inquinamento sollecitate dalla Magistratura”. 

Intanto è stato pubblicata un’analisi statistica sui dati Istat sulla mortalità per tumore nel sud Italia tra il 1999 e il 2003 condotta all’Istituto nazionale tumori di Aviano (Pn), insieme all’Istat di Roma e al Pascale di Napoli, e basata sui certificati di morte ufficiali. Il dato emerso più rilevante è che la mortalità per cancro, in particolare del polmone, negli uomini e nelle donne della provincia di Taranto è uguale alla media delle provincie del Sud Italia. Diego Serraino, direttore Epidemiologia e biostatistica, e Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell’Istituto tumori di Aviano, hanno evidenziato i punti di forza e le criticità di questa ricerca: “E’ positiva la copertura di tutto il Sud e la standardizzazione dei dati, mentre lo svantaggio è che non si occupano dei singoli Comuni, perché è stata analizzata la provincia ma non il comune di Taranto”.