La domanda non è solo rivolta ad amici e lettori per sapere le loro impressioni, ma è una garbata critica a quei greci che forse avrebbero la possibilità per fare qualcosa, per farsi sentire di più. Mentre scrivo sono da sei giorni in giro nel Peloponneso, e non ho visto praticamente nulla che dica qualcosa su una alternativa alla crisi e alla sua gestione. Ho visto la zuccheriera in un albergo di Kiparissia, come a vecchi tempi al posto dello spreco di zucchero e di carta costituito dalle bustine, ma non credo proprio che sia qualcosa di inventato durante la crisi per ridurre gli sprechi.

In compenso ho visto, come al solito luci accese inutilmente per tutta la notte e fino all’alba, luci che impediscono non solo di vedere le stelle (cadenti) ma persino di vedere bene le luci lontane, che come è noto son più suggestive di quelle vicine.. Certo, bisogna evitare la presunzione. Come si fa a giudicare un paese in 6 giorni di viaggio e senza capire la lingua? Qualcosa si capisce, ed è legata alla straordinaria ricchezza delle risorse naturali e delle vestigia storiche, alla pulizia dei luoghi e alla relativa – rispetto ad altri paesi mediterranei – sobrietà delle costruzioni. La Grecia ha delle vecchie buone carte e se le sa anche giocare: la famiglia, i paesi, molta acqua, gli emigranti che tornano. Ma proprio perché alla Grecia ci teniamo, e molto, ci aspetteremmo che l’avamposto della crisi sia anche la culla e la fucina di un’alternativa. O perlomeno che sia un paese dal quale arrivano segnali, messaggi, prove.  

Certo ci sono stati risultati elettorali combattutti, c’è stata l’ascesa di un nuovo partito che ora egemonizza l’opposizione, ci sono state proteste clamorose ad Atene. Ma i segnali che cerco finora invano sono quelli di società civile e di economie alternative, o perlomeno… qualcosa in Internet per i turisti. Per uscire da questa crisi occorrono generosità e capacità d’invenzione, e non basta una se non c’è l’altra. Naturalmente questa osservazione vale anche per l’Italia, non abbiamo da insegnare alla Grecia. Difatti vorrei imparare. Ma c’è qualcuno in Grecia?