Chi l’ha detto che sono sono gli atleti quelli che competono durante le Olimpiadi? Non e’ forse anche lo spettatote a dedicarsi all’olimpica competizione di provare a far parte della storia, da seduti?

Riuscire a trovare un biglietto non e’ facile. Ci vuole sudore, pazienza, soldi e costanza. E la Visa.

La prima volta che mi sono iscritta nel sito ufficiale di Londra 2012, ho effettuato il login e cercato il mio evento dei desideri. Ho visto davanti a me una lista di partite di basket. Mi sono detta, occhio! Se non sto attenta mi compro tutti i biglietti. Mi sono immaginata di vagare e gongolare nel Parco Olimpico e poi nell’O2 per due settimane. Ma tra date e orari ho pensato che forse non era il caso di farmi licenziare con la motivazione “sono malata di basket, quando li rivedo James, Bryant e Carmelito insieme?”, e quindi ho iniziato una prima, alterata scrematura. Dopo aver visto prezzi astronomici, ho iniziato a farmi un po’ i conti in tasca e allora ho provveduto a un ulteriore, snervante selezione. Una volta scelta la partita, ho cliccato per riservare i biglietti e si è aperta una finestra, per cui dovevo aspettare 10 minuti. E vabbè. Non e’ successo niente. Io aspettavo. All’improvviso si e’ aperta un’altra finestra, ho letto “Ticket not found”. Ma come? Ci ho riprovato, più volte e per altre gare. Non c’è stato verso. Lacrimuccia.

Non mi sono persa d’animo. Nei giorni seguenti ho guardato il sito dei Giochi più di Facebook. Quando già non ci credevo più riesco a prendere il biglietto dei desideri, anzi ne prendo più di uno perché presa dalla foga e pensando che oltre a me stanno facendo lo stesso migliaia di persone, già non so cosa sto comprando e le dita vanno da sole.

Sono sei le sterline di spedizione. E va bene. L’attesa che ti arrivino i biglietti a casa è febbrile, ansiosa. Ma sono sicura di aver comprato i biglietti? Nel sito non mi fa accedere ai confirmed tickets perché il sito è preso d’assalto. Quando arrivano i biglietti è gioia, sollievo e orgoglio. Esulto come Paolo Rossi ai Mondiali dell’82. Anche io ho vinto un posto nella storia, da seduta.

Il messaggio che mi arriva dall’organizzazione olimpica non è però molto confortante: “London 2012 update: you will receive an email with critical information. If you do not read it, you risk missing your event”. Leggo la mail quindi. Ci sono restrizioni da rispettare, cose che non si possono portare (quasi tutto), ci saranno controlli come quelli in aeroporto. E va bene! Non c’era però bisogno di farmi prendere un colpo.

Ho la partita venerdì, ma oggi avrò visto il sito almeno venti volte. Sono in vendita altri biglietti. Mentre pensavo di spendere altri soldi per l’ennesimo match, clicco e poi ritorno indietro (ma quanti soldi sono davvero disposta a spendere?), non c’è più disponibilità. Ma c’e’ davvero tanta gente assatanata che sta tutto il giorno davanti al sito dei Giochi? Io comunque domani ci riprovo. 

Laura Fois, blogger, scrive ne “L’Universale