Cose dei cieli di casa nostra. A Catania il disastro Wind Jet, con i relativi costi per il contribuente ancora tutti da verificare, sta rendendo l’aria incandescente. Poco distante, a  Pantelleria, si inaugura tra le proteste un nuovo scalo di lusso senza neanche aspettare che i lavori siano completati. Il nastro del “dammuso” da 41 milioni di euro, tanto è costato il nuovo aeroporto dell’isola siciliana che nella forma ricalca la tipiche case arabeggianti del luogo, è stato infatti tagliato questa mattina dal presidente dell’Enac Vito Riggio che ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco davanti ai forfait ministeriali e ai reclami dei manifestanti. 

L’inaugurazione è infatti andata in scena senza la pomposità inizialmente prevista dopo che  i ministri Anna Maria Cancellieri (Interno) e Corrado Clini (Ambiente) hanno declinato l’invito all’ultimo momento ufficialmente per la concomitante riunione del Consiglio dei ministri. E’ invece arrivato, in elicottero da Roma, il prefetto Francesco Paolo Tronca, capo del dipartimento dei vigili del fuoco. Ad attenderlo un’amara scoperta: i lavori incompleti. Per esempio manca ancora la caserma per il comando aeroportuale dei vigili del fuoco, che non è un’assenza da poco sul fronte della sicurezza. Nessun ritardo, si giustificano però dall’organizzazione, puntualizzando che l’ultimazione dei lavori è prevista per gennaio 2013.

E allora perché quest’inaugurazione con largo anticipo? Forse doveva essere l’occasione per un paio di giornate mondane, alla faccia della spending review, da offrire ai due ministri che erano attesi nella villa dell’architetto Fulvio Albanese, il progettista del nuovo aeroporto, dove c’era già l’assessore ai (disastrati) conti della Sicilia, Gaetano Armao, buon amico della Cancellieri che, da ex prefetto di Catania è un fedele alleato della regione nel Governo, tanto che per prima ha sgomberato il campo da un paventato commissariamento dell’ente per il rischio default. E che il default non è inventato lo hanno ricordato invece un gruppo di commercianti panteschi in protesta durante l’inaugurazione. Tanti i manifestanti, tra i quali anche il parroco, don Salvatore Ciprì. La crisi economica della Regione, infatti, non è una bufala e ha lasciato l’isola senza le navi che trasportano merci, gasolio e rifiuti. Rischia poi di chiudere quello che qui chiamano ospedale, ma che altrove chiamerebbero guardia medica. “Siamo qui per fare capire che Pantelleria non esiste solo per l’inaugurazione di un aeroporto, ma che va presa in considerazione sempre con tutti i suoi disagi”, dice il segretario di Confartigianato Trapani, Francesco La Francesca. “Questo aeroporto non è per noi ma per i vip – gli fa eco un commerciante – i costi dei voli per noi sono insostenibili, probabilmente per viaggiare presto dovremmo mettere in mare le carrette usate dai clandestini e oggi tirate in secco”.

Nasce quindi non proprio sotto una buona stella il mega aeroporto che misura 7.500 metri quadrati piste comprese, super tecnologico, con tanto di impianto fotovoltaico, ecologico e arredato con poliedri di cristallo. Il tutto condito da un panorama mozzafiato, giardini verdissimi e perfino un angolo dedicato alla sovrintendenza del mare. Mentre solo per l’inaugurazione hanno fatto bella mostra le famose teste imperiali di epoca romana ritrovate dagli archeologi nell’isola. La migliore accoglienza per i vip che affollano  l’isola d’estate e che si rifugiano in ville super lussuose, dove per riempire d’acqua le piscine non si fa la coda che invece è obbligatoria per il resto degli isolani che debbono riempire le cisterne di casa.

E che potranno contare su un’aerostazione da numeri importanti: potrà gestire 300mila passeggeri all’anno e 2mila e 600 al giorno. Per i transiti si useranno delle scale mobili che riproducono colate laviche, per non tradire l’origine geologica di Pantelleria. All’interno non ci sono coperture basse per dare modo ad alcune nubi apposta create in plastica di pendere dal tetto. E Riggio gongola dall’alto dei suoi 13 aeroporti complessivamente inaugurati. Alcuni, però, chiusi, come Comiso. La sua idea qui è quella di riuscire ad affidare la gestione dello scalo ai privati. Un bel regalo per il o i fortunati.