“Golden share” al presidente del Consiglio per il settore della Difesa, salvati i tribunali delle aree ad alta concentrazione mafiosa, viene anticipato il trasferimento della quota dell’Imu per gli enti locali e soprattutto è stato impugnata la variazione di bilancio della Puglia perché andrebbe contro il Piano di rientro della Regione. E’ il contenuto, in sintesi, delle decisioni del consiglio dei ministri, che si è riunito oggi per l’ultima volta prima della pausa estiva. 

Puglia: variazione di bilancio impugnata. Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale della legge regionale che prevede l’’Assestamento e prima variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012” della Puglia. Palazzo Chigi ha spiegato che la decisione è stata presa perché la legge “contiene disposizioni in contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario e con i principi in materia di ordinamento della finanza pubblica e, pertanto, viola l’art. 117, comma 3, della Costituzione”.

Tagli ai tribunali, si salvano quelli in zone “di mafia”. Si salvano sei tribunali dal taglio degli uffici giudiziari disposto dall’attuale esecutivo. Precisamente quelli che, nonostante le dimensioni ridotte del territorio, si trovano in zone ad alta concentrazione mafiosa. Si è passati quindi da una riduzione di 37 tribunali a 31, rispetto ai 165 esistenti. Il Consiglio dei ministri ha inoltre deciso la soppressione delle 220 sedi distaccate come previsto in origine. Chiuderanno anche 667 uffici di giudici di pace. Le sedi che non saranno eliminate sono Caltagirone Sciacca in Sicilia, Castrovillari (a cui verrà accorpato il trivunale di Rossano), Lamezia Terme e Paola in Calabria, infine nel Lazio il tribunale di Cassino, a cui verrà accorpata la sezione distaccata di Gaeta. Il governo non arretrerà, “nemmeno sul piano simbolico” di fornite alla lotta alle mafie, ha commentato il ministro della Giustizia, Paola Severino che aveva parlato di un “provvedimento epocale”. L’obiettivo del decreto è il recupero “dell’efficienza” e la riduzione degli uffici giudiziari comporterà risparmi di spesa, previsti sui 2 milioni 889mila e 597 euro per il 2012, 17milioni 337mila e 581 euro per il 2013 e 31 milioni 358mila e 999 per il 2014. 

Imu agli enti locali. Il governo poi ha dato l’ok all’anticipo della quota dell’Imu destinata ai Comuni “al fine di fronteggiare le svariate situazioni di deficit di liquidità nei Comuni”. Il consiglio dei ministri ha così ha dato l’ok ad anticipare il pagamento della metà della terza ed ultima rata 2012 del Fondo sperimentale di riequilibrio per i Comuni delle Regioni a statuto ordinario” permettendo “ai bilanci comunali di poter immediatamente disporre di una somma pari a circa 1 miliardo e 190 milioni di euro”. “L’anticipo della metà dell’ultima rata – si legge nel comunicato di Palazzo Chigi – consentirebbe di operare poi le compensazioni sulla parte residua sulla base dei dati effettivi del gettito Imu”.

Il Fondo sperimentale, prosegue la nota, “è quantificato, per il 2012, in circa 6 miliardi e 800 milioni di euro e, con decreto Interno-Economia del 4 maggio 2012, è stato previsto che i pagamenti vengano disposti dal Ministero dell’interno in tre rate di uguale importo entro i mesi di marzo, maggio e ottobre”.

Golden share sulla Difesa. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha sottoposto per informativa al Consiglio dei Ministri un provvedimento di sua iniziativa che definisce il regolamento per l’individuazione delle attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale. In altre parole, il decreto definisce il perimetro e i contenuti del possibile esercizio dei poteri concessi dal decreto sulla golden share. Il provvedimento sulla golden share“rende possibile l’applicazione dei poteri speciali delegati al Presidente del Consiglio su proposta del Ministro della difesa e, qualora si tratti di aziende controllate dallo Stato, su proposta del ministro dell’economia e finanze”. In base alla legge dell’11 maggio il presupposto dell’esercizio di tali poteri è l’esistenza di una minaccia di “grave pregiudizio” per gli interessi essenziali della difesa e sicurezza nazionale. Nella sostanza – ricorda palazzo Chigi – il presidente del Consiglio può esercitare i propri “poteri speciali” attraverso imposizione di specifiche condizioni all’acquisto di partecipazioni; veto all’adozione delle più significative delibere societarie o apposizione di specifiche condizioni, se sufficienti a garantire adeguata tutela; opposizione all’acquisto di partecipazioni che raggiungano un livello tale da compromettere gli interessi protetti secondo valutazioni da operare caso per caso, non essendo possibile ricorrere a fattispecie astrattamente predeterminate (esempio: fissazione di soglie minime di rilevanza). Successivamente il decreto sarà sottoposto al parere del Consiglio di Stato e comunicato alle competenti Commissioni prima della sua adozione.