Presentato ai sindacati il piano di immissione in ruolo di oltre 21 mila insegnanti. Ora i precari interessati potranno trovare provincia per provincia, disciplina per disciplina i posti disponibili. Una importante novità: la scelta della sede potrà avvenire solo on line, quindi eliminando l’interminabile coda di convocazione dei candidati ed eliminando allo stesso tempo un mare di cartacce. La scuola, insomma, resta uno dei pochi spazi in cui si può trovare ancora un posto fisso. Ma si tratta pur sempre di una opportunità limitata, perché nella scuola le cattedre che resteranno senza titolare saranno ancora decine di migliaia.

Un esempio su tutti citato dall’associazione Precarisalerno: su circa 40mila posti per il sostegno agli alunni portatori di handicap sono a disposizioni 1991 posti fissi. Poiché nelle graduatorie cosiddette ad esaurimento gli iscritti sono almeno 270 mila, per la stragrande maggioranza di loro l’immissione in ruolo resta una chimera. Che cosa li aspetta? Lo scorso anno furono assegnate 100 mila incarichi a tempo determinato. Visti i posti che resteranno liberi nonostante l’imminente stabilizzazione di cattedre, si calcola che anche per il prossimo anno scolastico si dovrà far ricorso ad almeno 80 mila convocazioni di precari.

Comunque anche questa possibilità è sempre più ridotta e per di più sempre meno conveniente economicamente. Infatti, in seguito al recente provvedimento in base al quale le ferie non potranno più essere monetizzate, di fatto i precari che lavoreranno per l’intero anno scolastico alla fine non potranno più disporre di una retribuzione pari quasi a una mensilità di stipendio. “Anche sotto questo profilo – osserva Pippo Frisone, sindacalista della Flc Cgil – non si tien conto delle specificità della scuola. Quando mai, infatti, un insegnante potrà recuperare le ferie non godute? Mai durante il periodo in cui è impiegato. E quando il suo rapporto di lavoro si conclude se le ferie non gliele pagano le perde. Il ministero sembra che abbia capito questa anomalia, ma il tesoro no. Ha ribadito che le ferie non sono monetizzabili, addirittura con un provvedimento retroattivo. Il colmo dell’ingiustizia a cui cercheremo di opporci in tutti i modi”.

Nel piano di immissione in ruolo resta il capitolo riguardante impiegati e bidelli. Per loro erano previsti 5000 posti fissi, ma il piano almeno fino a fine agosto resta bloccato. Si vuole verificare come si risolverà il problema della sistemazione di circa 3000 insegnanti giudicati inidonei all’insegnamento che dal prossimo anni dovranni transitare nell’apparato amministrativo. Un’operazione non certo indolore. Per gli interessati, innanzitutto, che dovranno inventarsi una competenza che non hanno mai avuto. Ma forse anche per i precari che potrebbero versi diminuire il contingente di posti fissi.