Non ci sarà alcuna cancellazione degli ordini professionali: il Consiglio dei ministri si è limitato a riorganizzarli. La questione era aperta da più di un anno, con la Casta fortemente contraria alle liberalizzazioni. Ma dopo i provvedimenti del governo, che non portano a grandi stravolgimenti, alcune categorie professionali lamentano una scarsa attenzione da parte dell’Esecutivo. Per l’Unione delle Camere Penali infatti “dal Cdm non solo non è pervenuto il segnale di ascolto dell’avvocatura, ma si è avuta conferma dell’inaccettabile linea che confonde, snaturandola, la funzione dell’avvocato con quella di altre attività intellettuali”. Più ottimista l’Ordine degli architetti, secondo cui la riforma “adegua finalmente, come da tempo richiedevamo, le nuove regole professionali a quelle europee, confermando la peculiarità del ruolo delle professioni, nella società italiana, nei confronti dei cittadini”. Per il Comitato unitario delle professioni, “è stata ribadita la centralità degli Ordini a tutela della fede pubblica. Non si è dunque dato seguito a ipotesi che prevedevano assegnazione di competenza a soggetti diversi e non qualificati. Nel caso della Rc i 12 mesi a disposizione per l’entrata a regime dell’obbligo per i professionisti saranno utili per i Consigli Nazionali per cercare di ovviare ad alcune discrasie, come ad esempio l’assenza nella norma dell’obbligo di assicurare i professionisti da parte delle compagnie”. Nel complesso dunque il giudizio del Comitato unitario professioni, “è positivo perché dà un impulso di modernità alle professioni ma ribadendo la centralità e la valenza del sistema ordinistico”.

Ecco in sintesi, i contenuti della riforma:

Tirocinio – E’ obbligatorio per gli Ordini che lo prevedono e durerà massimo 18 mesi. In più è previsto l’obbligo di formazione continua permanente per i professionista.
Assicurazione –  Obbligo di assicurazione del professionista a tutela del cliente: la negoziazione delle convenzioni collettive con gli ordini professionali dovrà avvenire entro il termine di 12 mesi.
Disciplina – In attuazione della delega, è stato fissato il principio della separazione tra gli organi disciplinari e gli organi amministrativi nell’autogoverno degli ordini. Spetterà al presidente del Tribunale territorialmente competente, nominare i membri del Consiglio di disciplina.