La più famosa applicazione per smartphone usata dai gay maschi di tutto il mondo per fare amicizia è andata in tilt a causa di Londra 2012. Grindr, che globalmente ha quattro milioni di utenti e nella sola capitale inglese, la città di maggiore successo, ne ha 350mila, è stata inutilizzabile in tutta Londra est, sede del villaggio olimpico, per le prime giornate di permanenza degli atleti nella capitale britannica. Tecnicamente, spiegano gli esperti informatici dell’applicazione, il tutto è stato dovuto a un “eccesso di collegamenti”. Difficile non collegare il sovrautilizzo di Grindr con l’arrivo nell’area olimpica di oltre 12mila atleti e almeno il doppio di persone che lavorano per gli staff delle varie squadre delle diverse nazioni che partecipano alle Olimpiadi. E ora anche il fondatore dell’application creata nel 2009, Joel Simkhai, chiede scusa sul blog della società con un post del 19 luglio scorso: “So che è stato estremamente frustrante. Anche io sono rimasto frustrato, in quanto io stesso faccio affidamento ogni giorno a Grindr per le mie relazioni interpersonali. Per un paio di giorni mi sono sentito disconnesso dal mondo”.

Un utente di Grindr spiega al Fattoquotidiano.it: “E’ successo anche il 16 luglio, il giorno in cui tutte le principali squadre sono arrivate. Evidentemente erano atleti e coach che volevano incontrare altri olimpionici oppure conoscere qualche gay del posto. Ed evidentemente Grindr non è riuscita a sopportare il peso di tutte queste richieste”. Meno dell’uno per cento degli atleti presenti alle Olimpiadi e Paralimpiadi sono dichiaratamente gay, lesbiche, bisessuali o transessuali. Anzi, molto meno dell’uno per cento, in quanto si parla di appena 18 atleti su un totale di 12.602. Ci sono state molte polemiche sulla visibilità degli atleti omosessuali alle Olimpiadi e gli attivisti GLBT hanno sottolineato il non rispetto delle promesse del comitato olimpico internazionale. Ma ora, appunto, le difficoltà arrivano anche sulla capacità degli atleti gay di comunicare.

Il servizio di Grindr ha impiegato tre giorni a tornare alla normalità. “Abbiamo fatto tutto il possibile per ridare voce ai nostri utenti, lavorando giorno e notte”, ha fatto sapere il fondatore. Grindr si basa sulla tecnologia GPS e consente agli iscritti di sapere a quanta distanza si trovano le persone con cui chattano o scambiano immagini. Visibilità allo stato puro, in un momento in cui gli attivisti GLBT dicono che da queste Olimpiadi manca proprio la visibilità. Ma il mondo gay protesta anche per le leggi anti-gay di molti paesi che partecipano ai giochi globali. La settimana scorsa, Peter Tatchell, noto attivista fin dagli anni Settanta, ha messo in piedi in gran segreto una manifestazione contro quei paesi omofobi che sono arrivati a Londra per cercare di vincere qualche medaglia. Con un editoriale, l’Huffington Post, il noto quotidiano online, ha commentato che “proporre di bandire alcuni paesi solo perché omofobi dalle Olimpiadi è una pessima idea”. Ma il dibattito è ancora aperto e durante i giochi sono previsti flash mob e altre attività da parte degli attivisti GLBT britannici.