Con Grillo? Perché no. Fa pur sempre parte del partito dei “non allineati”. È l’apertura nei confronti del Movimento 5 Stelle che arriva a sorpresa da Franco Grillini. L’attuale consigliere regionale dell’Emilia-Romagna dell`Italia dei Valori, alla Festa dell’unità del centrosinistra a Comacchio (provincia di Ferrara) per parlare di diritti civili, finisce di parlare di alleanze.

E il suo intervento diventa esattamente l’opposto della posizione espressa da Donati sull’avvicinamento al blogger genovese: “Di Pietro e Grillo si sentono tutti i giorni…”. Ma in realtà la sponda offerta al suo segretario è al momento solo una seconda scelta, perché, per Grillini “siamo ancora in tempo a celebrare la foto di Vasto. La formula Pd, IdV, Fds e Sel funziona e dà stabili risultati in tante amministrazioni locali, non vedo perché non possa funzionare a livello nazionale”.

In mezzo però c’è la “strana alleanza” tra democratici, Udc e Sel, che pone “una distanza abissale” con l’Idv. L’esponente dell’Idv mette in guardia Bersani: “ci hanno detto che per noi non c’è posto perché non abbiamo sostenuto Monti. Mi sembra però che nemmeno Vendola l’abbia fatto”. E fa notare come “lo spread rimane sempre sopra i 500, un giovane su due è senza lavoro, il rischio-Grecia non è scongiurato. Questi sono i risultati del governo che dovremmo sostenere?”. La soluzione ideale sarebbe “un governo di centrosinistra coerente con gli interessi della massa popolare. Un centrosinistra unito che torni a guardare e a parlare con i lavoratori è quello che serve oggi all’Italia. E chi ha intenzione di rompere questa unità si dovrà assumerne anche la responsabilità”.

Ma se Bersani vorrà sostenere “il Monti di domani”, l’unica alternativa diventa “l’alleanza dei non allineati”, dove potrebbe trovare posto anche il Movimento 5 Stelle”. Grillini con i grillini? Il responsabile nazionale Idv per i diritti civili non guarda alle dichiarazioni riportate dalla stampa e punta sul fatto che “Grillo dice solo che a lui nessuno ha chiesto niente”. A questo si aggiunge il fatto che “lui e Di Pietro si sentono continuamente; è vero che spesso il comico dice cazzate, specie quando non c’è qualcuno a scrivergli i discorsi, ma il problema della governabilità se lo pongono anche i Cinque Stelle. Alle elezioni uno si presenta tanto per fare oppure lo fa perché vuole governare?”. Questo il messaggio lanciato, più che al Pd, “ai suoi elettori; sono loro il nostro vero interlocutore. Sono loro che fino ad oggi hanno sostenuto il progetto del centrosinistra”. E quando quel progetto si è disunito “è finita come qui a Comacchio”. Vale a dire sindaco Cinque Stelle e un consigliere democratico in municipio.

Un’alleanza tra Idv, M5S e Fds “ci porterebbe tranquillamente sopra il 30% e non è detto che potremmo diventare la prima forza politica del paese. Se fossi in Bersani sarei un po’ preoccupato”.