Se mi lasci, non vale…
15 anni con il mio uomo. 15 anni belli, in cui mi sono sentita amata, rispettata, “parte di un progetto” che per me è ancora il nostro progetto. Purtroppo da un anno a questa parte lui ha cominciato a vacillare, a mettere in discussione tutto, a dire la frase che una non vorrebbe mai sentirsi dire “non so se ti amo ancora”. Ho pensato subito ad un’ altra donna. Gliel’ ho chiesto, lui ha negato, si è disperato, ha giurato…ma io non sono scema. Non sono neanche una di quelle che si accaniscono per tenersi un uomo. Così, pur soffrendo tantissimo e non volendolo fare, qualche mese fa ho preso in mano la situazione e ho provato a lasciarlo, senza scenate e senza cattiveria. E giù altra disperazione, pianti, “non posso vivere senza di te”, promesse (non mantenute! non fa assolutamente nulla nella nostra direzione) ma anche richieste di “tempo e di spazi”. Io lo amo e non ho più la forza di fare nulla: me ne sto qui a consolarlo, a sperare che passi e non capisco dove sia finito l’uomo che ho avuto accanto per tutti questi anni.

Cara Teresa,
tu non sei “una di quelle che si accaniscono per tenersi un uomo”, ma lui secondo me si è trasformato in un prototipo: l’uomo che ha bisogno del “permesso”, campione del mondo di egoismo. Quello che negherà fino alla morte un’ altra relazione – se mai già esiste – perché, volendoti sicuramente ancora molto bene, non sopporta l’idea di ferirti, ma anche perché non riesce ad assumersi le proprie responsabilità, perché non vuole passare per quello che ha rovinato “il progetto”, perché vede solo la sua “sofferenza”, il suo essere imprigionato nel vostro rapporto. Tu sei diventata problematica per il tuo compagno: da un lato sei la certezza, la famiglia, è impossibile pensare di “vivere senza di te”, dall’altro lui vorrebbe scappare lontano, viversi la sua libertà (?). Con il tuo “permesso”, appunto e con la certezza di ritrovarti sempre lì, pronta ad accoglierlo amorosa al suo ritorno dopo la “nottate da leone”. Credo che non faccia e non farà nulla nella vostra direzione perchè è concentrato solo sui suoi bisogni, sul suo orticello. Un adolescente scalpitante! Immagino quanto sia difficile per te che lo ami profondamente, ma io se fossi al tuo posto smetterei di essere così proiettata su di lui, cercherei di non appassire, di riconquistare il mio ruolo originario, la mia autonomia, farei di tutto per tornare ad essere la sua donna ma smetterei di consolarlo, di aspettarlo e di proteggerlo. Non sei mica sua madre, Teresa! In bocca al lupo e un abbraccio.

Sport e…Love!

Nina ma secondo te la coppia Federica PellegriniFilippo Magnini non funziona più tanto bene in vasca perché funziona troppo bene a letto? Luca

Ahahahah… E che ne so Luca, non faccio il preparatore atletico, nè dormo nella stanza accanto ai nostri campioni! Detto questo, effettivamente, pare che i due ragazzi nell’intimità si diano molto da fare e di sicuro lo comunicano molto spesso, ma non credo che la cosa influisca sulle loro prestazioni sportive. Sono lontani i tempi in cui gli allenatori si cimentavano in blitz notturni per scovare i giocatori ritenuti colpevoli di “crimini sessuali”! Il cosiddetto “ritiro” oggi è finalizzato alla concentrazione sugli aspetti tecnico – tattici e mi è stato spiegato, da sportivi e da esperti che ho intervistato, che il sesso prima di una gara può avere risvolti molto positivi sull’aspetto psicologico degli atleti: è l’antistress per eccellenza! Dal punto di vista fisico poi la produzione di ossitocina, l’ormone dell’amore, che aumenta vertiginosamente durante l’orgasmo, dà tutta una serie di benefici (tra le altre cose: regola la pressione sanguigna e aiuta ad alzare le difese immunitarie). Certo, molto dipende dal carattere dei singoli atleti, ma in generale le coppie di sportivi che fanno sesso regolarmente potrebbero trarre maggiore motivazione sul piano agonistico… Magari a Londra Federica e Filippo non hanno digerito i fish and chips.

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