Dai palazzi del potere di Westminster alla Torre di Londra, dove sono custoditi quei gioielli della regina oggetto del desiderio di tanti turisti che arrivano nella capitale britannica. Così, per la prima volta negli ultimi 50 anni di storia delle Olimpiadi, la maratona non arriverà allo stadio, che si trova a Stratford, nel poverissimo est della città. Tutta la gara si svolgerà nel ricco centro, tirato a lucido per l’occasione, così le telecamere non inquadreranno negozi fatiscenti, casermoni popolari, casette della working class e strade un po’ dissestate. Londra si vergogna di Londra? Questo temono in molti in questi giorni, che quei 42,2 chilometri, partenza alle 11 del mattino di domenica 12, siano solo un modo per far vedere una capitale che sì, esiste, ma che non è tutto. Un centro che, fra l’altro, non è nemmeno affollato e congestionato come si temeva prima dei giochi.

La prima a sollevare il caso, un po’ di tempo fa, fu la laburista Rushanara Alì, parlamentare per le zone di Bethnal Green e Bow, intervistata dalla Bbc. “Gli organizzatori delle Olimpiadi provano vergogna per e sono imbarazzati dall’East End, la zona più povera di Londra. Per questo la maratona finirà nel Mall, il viale di fronte a Buckingham Palace”. Ma il Locog ha subito bollato la polemica come “grottesca e ridicola. Lo abbiamo fatto solo per motivi logistici”. Lord Sebastian Coe, che è a capo di Londra 2012, ha anche aggiunto intervistato dalla televisione pubblica britannica: “Non capisco tutte queste polemiche, del resto gran parte dei giochi saranno a est. Abbiamo scelto di far correre la maratona in centro per motivi operativi”.

Eppure Alì non è stata zitta: “Sarà uno smacco per quei quartieri poverissimi che fanno parte di Londra così come ne fanno parte Westminster e il West End. Il Locog, il comitato organizzatore, è andato avanti con questo proposito. Così ha mandato un messaggio al mondo: mentre sono stati contenti di utilizzare il dinamismo e la varietà dell’East End per aggiudicarsi le Olimpiadi, allo stesso modo ora sono imbarazzati e provano vergogna nel mostrare quest’area e la sua gente al mondo”.

Per gran parte della maratona non sono richiesti biglietti, quindi sarà uno dei pochi eventi che si potranno vedere gratuitamente. Per le strade del centro sono previste centinaia di migliaia di persone, quel giorno. E il sito ufficiale di London 2012 recita: “Il percorso della maratona presenta molti lati positivi e soprattutto offre magnifiche vedute di attrazioni uniche e che lasciano a bocca aperta. Certo, è un evento all’aperto: quindi venite pronti e muniti di abbigliamento adatto alle condizioni del meteo”. Come a dire: abbiamo fatto di tutto per offrirvi la Londra migliore. Alla faccia dei palazzi popolari e delle casette a schiera di famiglie che guadagnano meno della metà dello stipendio medio britannico.

Ma Coe ha anche detto alla Bbc: “La maratona e le Olimpiadi non sono una gara di bellezza. Se avessimo voluto considerare la bellezza dei luoghi non avremmo di certo organizzato queste due settimane di giochi nell’East End. La maratona è in centro anche perché vogliamo facilitare la vita a spettatori e sportivi”. Rimane il fatto che alcune strade di Stratford sono state veramente tirate a lucido, forse proprio per dare al mondo un’immagine migliore. Alcuni off licence, negozi gestiti da immigrati che vendono di tutto un po’ e spesso stanno aperti anche di notte, hanno avuto fondi per rifare le insegne, ridipingere muri e sistemare gli interni. L’arredo urbano in qualche strada da riprendere con le telecamere è stato rivisto e giornali come il London Evening Standard, in una pura celebrazione delle Olimpiadi, hanno fotografato e mostrato ai lettori il prima e il dopo dei restauri.

Ma tutte le cartine delle aree più deprived, e cioè povere e disperate lo mostrano: la “casa” delle Olimpiadi è ancora una casa misera, dove la gente vive di benefit, gli aiuti di stato, oppure di lavori sottopagati. Famiglie che per guadagnare quello che guadagna un atleta italiano insignito di un oro ci mettono anche dieci anni.