Il consiglio di amministrazione della Rai ha deciso di dare una sforbiciata alle spese di rappresentanza. Non si tratta certo di una rivoluzione, ma sicuramente è stato un segnale di stile da non sottovalutare, insieme ad altri segnali che hanno denotato attenzione e garbo inedito nei confronti di una impresa nella quale era stato abolito anche il galateo.

Ora, naturalmente, ci attendiamo anche altri gesti a cominciare dal recupero di chi è stato dequalificato, demansionato, allontanato, per ragioni non di tipo professionale.
La serata con Emanuele Filiberto, su Rai2, nello spazio un tempo occupato da Michele Santoro sarà sicuramente ” un regale successone”, ma certamente non restitusice a milioni di cittadine e di cittadini il programma che erano abituati a scegliere e che fu chiuso perchè non piaceva al proprietario di Mediaset.

Siamo sicuri che il “galateo aziendale” sarà presto ripristinato anche nei palinsesti. Per ora, per quanto riguarda il fronte del video, cioè quello che si vede in tv o si ascolta per radio, non si sono colti segnali di novità.
Gli espulsi non sono rientrati, i temi e i soggetti sociali oscurati sono restati tali. Restiamo in attesa di essere “piacevolmente” sorpresi e clamorosamente smentiti.