Dalla Cascinazza di Monza alla Company town di Milano 3. Corre lungo questo perimetro l’ultimo sogno edilizio di Paolo Berlusconi. Nel primo caso, però, il fratello del Cavaliere, dopo vent’anni di trattativa, ha visto naufragare il progetto e si è ritrovato indagato per istigazione alla corruzione. Nel secondo, invece, l’affare, che mette sul piatto, nel comune di Basiglio, quasi 300mila metri cubi di cemento per un utile netto stimato in 150 milioni di euro, sembra non trovare ostacoli. Tanto più che qui il business plan, a differenza del progetto monzese, non ha bisogno di variante ma rientra nel nuovo Programma di governo del territorio, voluto da Marco Flavio Cirillo, sindaco Pdl al secondo (e ultimo) mandato, già in lizza per la carica di coordinatore provinciale del Popolo della libertà, poltrona poi persa a favore del larussiano Sandro Sisler. Ai nastri di partenza dell’ennesima speculazione, che si svilupperà tra un campo da golf e un laghetto, ci sono l’Immobiliare Leonardo e la Green Oasis. La prima è partecipata al 100% dalla Finsec, srl di Paolo Berlusconi (95%) e della figlia Alessia (5%). Amministratore delegato della Leonardo è Antonio Anzani, architetto storico di Arcore, presente con la sua Milano real & Com.

Lo stesso Anziani può vantare una carica di consigliere nella Milano Serravalle Engineering, società di progettazione partecipata al 100% dalla Milano-Serravalle, detenuta per il 52% dall’Azienda sviluppo e mobilità, a sua volta riferibile (per l’82%) alla Provincia. Ha sapore berlusconiano anche la Green Oasis. La società entra nella partita dopo aver rilevato le quote della In House srl (già titolare dei terreni). Patron dell’operazione è l’imprenditore Fulvio Claudio Monteverdi, il quale, nel gennaio 2010, firma l’atto di compravendita. A dicembre In House viene incorporata nella Green Oasis riconducibile sempre a Monteverdi. La società è partecipata per il 30% dalla Deb Holding fondata da un ras della finanza come Daniel Buaron, il quale con la sua First Atlantic (poi Idea Fimit), pur non indagato, finirà in mezzo all’inchiesta sull’Enpam (Istituto di assistenza previdenziale dei medici), per alcune compravendite di immobili. Tra gli assetti societari della Deb Holding compare anche Maurizio Carfagna, consigliere della Banca Mediolanum di Ennio Doris e di Molmed, azienda specializzata nelle ricerca nucleare con un goloso libro soci composto, tra gli altri, da Fininvest, dal San Raffaele di don Luigi Verzé e da Marina Del Bue, il cui fratello Paolo è tra i fondatori di Arner, la banca d’affari accusata dalla Procura di Milano di aver gestito i fondi neri della stessa Fininvest. Tutto bene, dunque? Non proprio perché sul Pgt di Basiglio si allunga la protesta dell’Associazione per il Parco sud Milano e del Comitato cittadino per il territorio di Basiglio. Loro, dicono, questo mare di cemento non lo vogliono. “La popolazione – sostengono – è in diminuzione, oltretutto il 10% delle case presenti risultano vuote”.

Le due associazioni, inoltre, si mettono, ventre a terra, a raccogliere firme per un referendum consultivo, che faccia esprimere la popolazione. A luglio il via libera e in poche settimane il comitato referendario mette in fila oltre 1.500 firme. Quorum raggiunto. Si voterà. Il risultato non sarà, però, vincolante. Il sindaco potrà anche non tenerne conto e procedere con il Pgt. Eccoci, dunque, a sud-ovest di Milano. Poco oltre, il cemento di Rozzano, le bretelle ingolfate di traffico, i centri commerciali. Accanto il comune di Basiglio (il più ricco d’Italia): 500 anime fino al 1975, quando le gru della Edilnord di Berlusconi trasformano prati e rogge in una città satellite a pochi chilometri dal Duomo. Tanto cemento, ma in fondo, non troppo. Il verde viene salvaguardato. Nel 1993, però, Paolo Berlusconi torna alla carica. Tenta una variante al Pgt: 257 metri cubi di cemento e utile netto di 300 miliardi di lire. In prima fila la Cantieri Riuniti Milanesi di Berlusconi junior. Finirà male. Operazione bloccata. Decisivo un referendum, voluto e messo nel regolamento comunale dall’allora sindaco Dc Alessandro Moneta, un manager vicino al Cavaliere di Arcore. Adesso, vent’anni dopo, la storia sembra ripetersi. E mentre buona parte della popolazione lancia l’allarme, la giunta comunale affida una consulenza (per il 2011) in materia urbanistica ad Antonino Brambilla, già coinvolto in Mani Pulite e che da lì a poco (gennaio 2012) verrà arrestato per corruzione assieme al consigliere regionale Pdl Massimo Ponzoni. Dubbi, ombre, domande che il Fatto Quotidiano ha rivolto al sindaco Cirillo attraverso il suo ufficio stampa, senza, però, ricevere risposta.

Da Il Fatto Quotidiano del 31 luglio 2012