Lassù, dall’alto del suo ufficio al trentacinquesimo piano, Roberto Formigoni non vedrà più alcun elicottero avvicinarsi a Palazzo Lombardia a Milano. Almeno per il momento. Perché il Tar ha deciso di chiudere l’eliporto della nuova sede della giunta regionale: il rumore di decolli e atterraggi è troppo alto, ha sentenziato il tribunale amministrativo. Ma il governatore, che quattro mesi fa ha fatto arrivare i concorrenti dell’Isola dei famosi proprio sulla piattaforma a livello dell’undicesimo piano, non ci sta: “Tutto regolare”, ribatte. E ora sulla vicenda, dovrà esprimersi il Consiglio di Stato.

Banditi gli elicotteri, il governatore deve rinunciare a uno dei simboli della sua grandeur. Il Tar ha infatti accolto il ricorso presentato da circa trecento famiglie che abitano in sei condomini poco distanti dal grattacielo. E che da mesi denunciavano eccessivo rumore, vibrazioni e addirittura odore di carburante ogni volta che di lì passava un elicottero. La sentenza ha annullato l’autorizzazione rilasciata dall’Enac alla Regione a causa della “violazione dei limiti previsti dalla legge per le emissioni sonore”. L’Enac aveva consentito l’utilizzo della piattaforma circolare per 32 volte alla settimana. Un atterraggio è pure finito in tv su Rai Due, quando il 5 aprile scorso i concorrenti dell’Isola dei famosi si sono sfidati nell’ultima puntata che ha avuto come location d’eccezione la piazza davanti a Palazzo Lombardia. Per l’occasione trasformata in una giungla con tanto di palme finte e ponte simil tibetano 

Per il resto nei mesi scorsi, di decolli e atterraggi, non se ne sono visti poi così tanti. Ma la decisione del Tar ferma un progetto caro alla giunta, ovvero la trasformazione dell’eliporto in un terminale per la mobilità commerciale e turistica, collegato agli aeroporti milanesi. Formigoni oggi ha battuto proprio sulla necessità di fare arrivare gli elicotteri fino in centro: “La base elicotteristica – ha detto – è stata pensata nel pieno rispetto delle norme perché Milano è l’unica città europea che ancora non ne ha una. Voi pensate che in vista dell’Expo si possa fare a meno di avere un eliporto?”. Secondo il governatore, “l’eliporto è in perfetta regola con le norme stabilite dal Comune di Milano, ma il Comune è in ritardo con l’approvazione delle norme”. Frase che più tardi è stata chiarita dall’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo: “Il Piano di zonizzazione acustica adottato dal Comune di Milano – ha dichiarato – non è ancora stato definitivamente approvato. Per questa ragione valgono i limiti della legge nazionale, più restrittivi”.

Quando entreranno in vigore i nuovi limiti, gli elicotteri potranno tornare a volteggiare attorno alla cima di Palazzo Lombardia. Questa l’opinione della giunta Formigoni, che presenterà ricorso al Consiglio di Stato. Ma dall’opposizione il consigliere del Pd Franco Mirabelli attacca: “Era assolutamente evidente che un eliporto costruito in pieno centro abitato violasse i limiti previsti dalla legge per le emissioni sonore. Solo la solita arroganza formigoniana ha fatto sì che si portasse fino in fondo questo progetto: adesso però deve spiegare ai lombardi quanti soldi pubblici sono stati spesi inutilmente per accontentare le sue dispendiose pretese”.

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