salento fuoco e fumoLa tua terra amala e difendila” cantano i Sud Sound System, una frase che sintetizza appieno “Salento fuoco e fumo” (Laterza, 2012), la prima fatica letteraria di Nando Popu, una delle tre anime dello storico gruppo reggae salentino. Il libro è un viaggio in mountain-bike  tra le “strade antiche costrette da muretti a secco. Strade volute dalle vigne e dagli ulivi. Strade colorate dal rosso della terra arsa e dal bianco delle rocce calcaree” e le ombre del Salento. Una scrittura asciutta, veloce e diretta che non rinuncia a denunciare il problema delle ecomafie.

Il libro trasuda tutto l’amore e la passione di Nando per la sua terra. Nel leggerlo mi è capitato di sentire l’odore degli ulivi, di ritrovarmi tra le mani la terra rossa del Salento e di essere travolto da una brezza di tramontana che mi ha lasciato addosso una strana ansia. Non mi resta che ritornare quanto prima in Salento. In attesa di leggere il prossimo libro di Nando gli abbiamo fatto qualche domanda:

Perché un libro?
Volevo raccontare le esperienze ambientaliste salentine degli ultimi anni e sinceramente mi sembrava riduttivo restringerli nei canonici 3 minuti e mezzo di una canzone. Inoltre tali esperienze sconfinavano in altri settori, come la famiglia, la legalità, la Questione Meridionale e l’emigrazione, l’amore per il territorio e – non ultimo – l’amore per le pedalate in piena campagna, simbolo di riappropriazione e riappacificazione con la Natura. Ho scritto questo racconto perché ho voluto capitalizzare e rendere pubblico un cambiamento che vedo affermarsi tra le nuove generazioni, capaci finalmente di rifiutare il modello di vita scelto dai propri genitori, a partire da quel ricatto occupazionale che è stato l’oppio del Sud per arrivare a riconsiderare valido il modello di vita dei loro nonni, dove il rispetto delle regole della vita e delle regole della Natura sono i capisaldi di un equilibrio interiore e universale. Una nuova ecologia in grado di fare a meno di ideologie e politicanti, che regge se stessa su criteri scientifici e su l’onestà intellettuale del cittadino. Confesso che è stata anche una valvola di sfogo che attraverso la scrittura mi ha permesso di esorcizzare le inevitabili paure procurate dal fumo sovrastante questi cieli. E’ stato anche un gesto di amore che mi ha permesso di attraversare l’animo, il corpo e la mente dei personaggi che tra realtà e fantasia mi hanno permesso di raccontare la storia di tante vite umane.

È un’esperienza che ripeterai?
Certamente. La scrittura è una droga deliziosa. Ho iniziato un nuovo romanzo che parlerà di piccoli bulli che diventano boss della Sacra Corona Unita. Ma soprattutto spiegherò chi gli ha permesso di diventare dei boss. Tutto ciò raccontato dal funky della fine degli anni ’70.

“Salento Fuoco e Fumo” sembra un’estensione della musica dei SSS. Un altro linguaggio per portare avanti le stesse battaglie?
Esatto. Ogni forma artistica contribuisce a mostrare la Storia da punti di vista differenti e ciò giova molto al pubblico che per trarre le proprie conclusioni può contare su più strumenti. Una scrittura semplice e appassionata che non rinuncia a denunciare il malaffare delle ecomafie. Come in molte commedie del Sud la storia che ho narrato è un susseguirsi di lacrime e risate che si incastrano quasi inconsapevolmente. Realtà e fantasia si scambiano i ruoli ma la verità è sempre quella di un Sud giovane e disincantato, stanco dei luoghi comuni e assetato di giustizia per se e per la sua Terra. Anche a costo di rimetterci la Terra stessa. Forse perché abbiamo nel Dna gli stessi geni indomiti di Peppino Impastato.

Sarà possibile incontrare l’autore alle presentazioni del libro:
2/8 Mestre 19:00 Culture Area del Venice
Sunsplash
3/8 Mestre 18.00 Libreria Feltrinelli, P. XXVII maggio,1
4/8 Casalabate 21.00 Music
Festival
6/8 Otranto 21.00 Settimana della Cultura Unesco, largo Porta
Alfonsina
7/8 Trepuzzi 19.30 Bande al Sud