Arrivano le consuete stime di Standard & Poor’s sull’Eurozona e come l’agenzia di rating ci ha abituato da qualche tempo, sono al ribasso con l’aggiunta di una nuova “maledizione”: secondo l’agenzia di rating (sotto inchiesta in Italia per il sospetto di destabilizzare il paese con report sballati) l’acuirsi della recessione è dovuta alla riduzione del livello di indebitamento (deleveraging) di settore pubblico, bancario e privato. Il capo economista Jean-Michel Six ha sottolineato “ci vorranno ancora molti anni per completare questo provesso di deleveraging e questo aumenta la probabilità che il 2013, nella migliore delle ipotesi, si riveli un anno di crescita molto debole”.  Nel suo rapporto l’agenzia americana vede al ribasso le stime di crescita per l’area euro (da 0% a -0,6%) del 2012, mentre intravede una timida ripresa per l’anno successivo pari al 0,4 per cento (in precedenza stimato all’1%). Per quanto riguarda l’Italia, il Pil registrerà una contrazione del 2,1 per cento nel 2012 e dello 0,4 per cento nel 2013. Il tasso di disoccupazione per Roma è ipotizzato in aumento rispettivamente del 9,9 per cento (2012) e del 10 per cento per il prossimo anno. “Italia e Spagna – ha scritto Standard & Poor’s – sono rimaste profondamente in area di contrazione economica”.

La crescita francese è attesa a 0,3 per cento quest’anno, la Spagna a -1,7 per cento, la Germania a +0,6 per cento. Nel documento si aggiunge che S&P “vede anche una possibilità del 40% che l’Europa nel 2013 ripiombi in una vera recessione, soprattutto nel caso di un rallentamento nel commercio mondiale” per via del raffreddamento di qualche economia emergente, come la Cina, o “di una prolungato mancato accesso ai mercati di capitali da parte di uno dei principali paesi dell’Eurozona”.