I listini di Milano e Madrid e Atene hanno accelerato sulla scia delle attese di un’azione forte della Bce a salvaguardia dell’unione monetaria, attestandosi tutte sopra il 2 per cento. Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti chiude la giornata a 466 punti, in rialzo rispetto al minimo di seduta (446 punti) ma più basso del picco odierno a 470. Bene l’asta di titoli di Stato:  il Tesoro ha collocato quasi tutti i 5,5 miliardi di Btp in offerta, con buona domanda e tassi in calo. In dettaglio, si tratta di 2,24 miliardi di euro di Btp a 5 anni, con un tasso medio sceso al 5,29% dal 5,84% dell’asta simile del mese scorso: la domanda è stata 1,34 volte l’importo assegnato. Per i titoli a 10 anni il collocamento è stato di 2,48 miliardi con un rendimento che scende sotto il 6%, per l’esattezza al 5,96%, lo 0,23% in meno rispetto all’ultima emissione. La domanda è stata 1,29 volte l’importo assegnato. Nella stessa emissione sono stati collocati 750 milioni di euro di un’asta di Btp a 5 anni con scadenza novembre 2015 a un tasso del 4,49 %. Con l’asta di oggi il Tesoro ha concluso una tre giorni di successo per i titoli di Stato italiani nei quali sono stati collocati oltre 18 miliardi di titoli tra Ctz, Bot e Btp a 5 e 10 anni, arrivando così a completare, in linea con gli obiettivi, circa il 66% del piano di funding 2012, senza contare la riapertura riservata domani agli specialisti in titoli di Stato sui titoli offerti oggi in asta. In una nota del Tesoro si precisa che la domanda “è stata forte in tutte le tre aste e in particolare sul segmento dei Ctz e dei Bot, per i quali anche le riaperture riservate agli specialisti hanno mostrato largo interesse da parte degli operatori”.

A chiusura Piazza Affari termina migliore d’Europa con il Ftse Mib al 2,8%. A Milano boom dei titoli bancari: Intesa (+6,6%), Unicredit (+4,5%), Mediobanca (+4,9%), Ubi (+3,6%), Monte dei Paschi (+6,5%), Mediolanum (+7,8%). Nel comparto energico decolla A2a dopo che l’azienda ha ricevuto un’offerta vincolante da 76,5 milioni di euro per la vendita del 100% della società Coriance. Positivi anche gli altri listini europei: Londra sale dello 1,18%, Parigi dello 1,24% e Francoforte dello 1,27%. In marcato rialzo anche Madrid che cresce dell’2,73% e Atene segna il 2,25%.

Occhi puntati sulla riunione della Banca Centrale Europea in programma giovedì, da cui si attendono segnali in linea con il messaggio forte lanciato dal presidente Mario Draghi a difesa dell’euro, che ha fatto scendere in una sola giornata lo spread tra Btp e Bund tedeschi di 50 punti. Si apre quindi una settimana decisiva per il destino dell’Euro, dopo l’appello ‘congiunto’ di Merkel-Monti-Hollande. Il presidente del Consiglio andrà martedì a Parigi per una colazione di lavoro con il presidente francese, il giorno successivo vedrà il primo ministro finlandese Jyrki Katainen e giovedì avrà un faccia a faccia con il collega spagnolo Mariano Rajoy. Il presidente della Bce Mario Draghi incontrerà invece il segretario al Tesoro Usa Geithner e “nei prossimi giorni” il presidente della Bundesbank Weidmann, che solo pochi giorni fa la banca federale tedesca aveva ribadito la propria contrarietà al programma di acquisti di bond da parte della Banca Centrale Europea. Su questo punto, ieri si era espresso criticamente nei confronti della Germania anche il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Oggi però da Berlino, Georg Streiter vice portavoce di Angela Merkel, durante una conferenza stampa , ha annunciato che la Germania non si opporrà ai ventilati nuovi acquisti di bond di Paesi in crisi da parte della Bce. “Naturalmente il governo tedesco ha piena fiducia nell’indipendenza d’azione della Bce che sta adempiendo ai propri doveri”.

Al centro dei colloqui e dei contatti diplomatici in corso in questi giorni tra i governi Ue, il fronte aperto di Grecia e Spagna e un eventuale intervento della Banca centrale europea su cui sta crescendo l’attesa dei mercati.

Si aggrava invece la recessione dell’economia spagnola, che nel secondo trimestre ha segnato un calo tendenziale dell’1%, in linea con le attese. I dati preliminari presentano una flessione più profonda di quella dello 0,4% certificata nel trimestre precedente. Su base congiunturale si registra un decremento dello 0,4%, contro il -0,3% del primo trimestre. I prezzi al consumo a luglio sono invece saliti del 2,2% su base annua. A spingere l’inflazione soprattutto l’aumento dei prezzi dei medicinali e dei prodotti farmaceutici. Quello di luglio è l’aumento più alto dal +2,4% dello scorso dicembre. A maggio e giugno l’inflazione era rimasta stabile all’1,8%.