No signora, no, così non va!
Lei fa il ministro, signora Cancellieri e il suo primo dovere dovrebbe essere capire le persone e amministrare la legge, non assecondare il restringersi delle possibilità di vita consentite alle persone. Al cantiere No Tav in Val di Susa va in scena da anni la protesta dei residenti supportata da cittadini che legittimamente si convocano nel tentativo disperato di proteggere le loro vite, le loro autonomie dalla fame degli affaristi cui lo Stato, che lei rappresenta, nelle persone di suoi predecessori pure loro affaristi, ha affidato un compito utile solo a quei soliti portafogli: la Ferrovia ad Alta Velocità Torino – Lione.

Per farlo e tappare la bocca a tutti sono state usate dichiarazioni false di priorità di interesse europeo anche quando il flusso del traffico ferroviario è calato da 11 a 4 milioni di tonnellate di merci. Sono anni che l’opera viene contestata anche dai tecnici di tutta Europa, ma questo è stato uno dei motivi per cui i vostri omologhi francesi, solo ora nel dopo Sarkò, hanno appena dichiarato il progetto non più primario e di difficile attuazione.

Il suo collega ai trasporti li ha allora interpellati e sollecitati e si sono rassicurati a vicenda per l’esito dei vostri (e lo sottolineo) intenti, solo è necessario ri-finanziare l’opera e non ci sono i soldi. Hanno chiesto all’Europa e questa ha confermato che non ci sono soldi.

Ora signora voglia comprendere che la gente di Val Susa ha il diritto di difendere le proprie vite e il proprio stile di vita da qualsiasi aggressione e che dovrebbe essere lei a garantirlo con forza. Non basta bollare i loro atti con le parole “Pura Violenza” per squalificarli.

Lei non può più chiedere a nessuno di credere alle sue parole, che la giustizia stia dalla parte dove sta la polizia, perché è oramai chiaro a tutti che non è così, non lo è mai stato. 

Lei dovrebbe guardare tutte le fotografie in cui appaiono i cosiddetti “black bloc” inquadrati in mezzo agli schieramenti delle forze dell’ordine e fornircene buone spiegazioni.

Lei dovrebbe ricordare e fare ammenda quando dichiara che poliziotti giudicati per omicidio colposo in via definitiva verranno sanzionati qualora venissero scoperti dei comportamenti scorretti.

Lei dovrebbe ricordare e fare ammenda quando il capo della polizia De Gennaro si veste di ipocrisia porge le scuse del corpo che dirige alla madre del ragazzo Federico Aldrovandi ucciso e allo stesso tempo porge la propria solidarietà a chi ha commesso l’omicidio ed è tutt’ora in divisa.

Lei dovrebbe ricordare e fare ammenda quando il tribunale condanna i suoi poliziotti, compresi quelli promossi ai gradi più elevati proprio in conseguenza ai loro reati, per le atrocità e le nefandezze da loro perpetrate alla caserma Diaz in occasione del G8 del 2001.

Anzi dovrebbe essere lei a chiedere al suo collega Guardasigilli di promuovere una legge che dichiari reato gravissimo la tortura, visto che il codice penale non lo prevede, visto che da noi è un reato la clandestinità e non essere un torturatore, per di più protetto dalla divisa e dall’omertà dei colleghi. Dovrebbe essere lei a promuovere azioni di vaglio fra il personale delle forze dell’ordine per evitare che simili delinquenti non possano mai vestire quelle uniformi.

Signora Cancellieri prenda atto, se non come ministro almeno come persona, che in Val Susa è lo Stato a fare violenza, sono gli affaristi a fare violenza, non chi difende i propri diritti. Non è tacendo la verità che si protegge il diritto, non è ribaltando le parole che si fa giustizia, non è violandole che si proteggono le leggi, non ispirando paura si proteggono le vite.

Ma lei non leggerà queste righe, verrà a Bologna a commemorare la Strage del 2 Agosto 1980, ma non andrà in piazza, non ascolterà le parole della gente, si fermerà nella sala del Comune ad ascoltare i salamelecchi e a farne a sua volta.