Intercettazioni, legge elettorale, primarie e Berlusconi. Angelino Alfano spariglia le carte e in una intervista all’Adnkronos dà una serie di ultimatum che provocano la reazione del segreatrio del Pd Pierluigi Bersani sulla legge elettorale e dell’Idv sulle intercettazioni. 

Intercettazioni. “Il governo avanzi una proposta sulle intercettazioni”. E’ la sollecitazione del segretario del Pdl, Angelino Alfano, in un’intervista esclusiva all’Adnkronos. “Su questo argomento – avverte – non pazienteremo ancora a lungo. Sul Messaggero di ieri ho letto l’intervista del vice presidente del Csm Vietti che poneva la questione delle intercettazioni. Spero che il ministro della Giustizia abbia letto la mia stessa intervista. Noi da mesi – sottolinea Alfano – aspettiamo la proposta del governo sulle intercettazioni così come concordato con il presidente Monti, con il ministro Severino e con gli altri leader che sostengono il governo. Su questo argomento non pazienteremo ancora a lungo”.

Alla questione posta dal segretario Pdl risponde il responsabile giustizia dell‘Idv: “Se ne parla a giorni alterni, da anni. Proposte ne esistono. Quelle del Pdl sono per limitare le intercettazioni al massimo (vecchi pallino di Berlusconi: limitarle alla criminalità organizzata), ovvero quel pessimo disegno di legge pendente alla Camera e già votato dal Senato a giugno 2010. Noi abbiamo – spiega Luigi Li Gotti – la nostra proposta, pronti a confrontarci. Ma, non è una cosa seria, è un gioco di società. Cosa dire? Aspettiamo e valuteremo”. Luigi Li Gotti, stronca così la richiesta del segretario del Pdl Alfano di modificare l’attuale normativa sulle intercettazioni”

Governo e legge elettorale. “Noi abbiamo sempre detto che non poniamo scadenze alla durata del governo. Fino al mese di giugno si ricorderà che noi eravamo considerati irresponsabili e anti italiani perchè alzavamo un pò la voce nei confronti di alcune misure del governo Monti e venivamo così sospettati di voler interrompere la legislatura. Dopo un mese siamo fermi con coerenza sulle nostre posizioni. Facciamo valere le nostre ragioni ma non vogliamo fare cadere il governo, i tempi per fare la legge elettorale ci sono, fra tre giorni il nostro testo – dice Alfano – sarà a disposizione del Senato, se qualcuno ha cambiato opinione sulla data del voto lo dica. Cito solo l’ultimo episodio – dice il segretario – è stato inserito nel decreto sviluppo il principio della cosiddetta iva per cassa, cioè tutte le imprese italiane che fatturano fino a due milioni di euro (circa il 90% delle imprese italiane), non dovranno più pagare l’iva senza aver incassato i soldi della fattuta a cui l’iva è collegata, ma potranno pagare dopo aver incassato i soldi relativi alla fattura”. 

Alle riflessioni dell’ex ministero della Giustizia risponde Bersani: “Con un colpo di mano da parte delPdl, la rottura è irrimediabile. Sarebbe un atto di rottura irrimediabile. Come si vede anche dalle dichiarazioni del presidente del Senato Schifani, il Pdl sulla legge elettorale oscilla tra pratiche dilatorie ormai estenuanti e la suggestione di un colpo di mano in Parlamento. Quanto alla ipotesi del colpo di mano, è evidente che se si ripetesse per la legge elettorale quel che si è visto proprio in Senato per la riforma costituzionale, sarebbe un atto di rottura irrimediabile”.

Berlusconi. Il presidente Berlusconi “sono convinto che accetterà le nostre insistenze e si candiderà. E questo a prescindere dal tipo di legge elettorale. Le leggi elettorali servono a contare i voti, ma i voti devono esserci e noi siamo convinti di averli ancora. Le primarie, con una candidatura come quella di Berlusconi siano del tutto superflue. Ma il fatto – spiega – che 31 parlamentari e tre direttori di giormali di area (Il Foglio con Giuliano Ferrara, Il Tempo con mario Sechi e il Secolo d’Italia con Marcello De Angelis ndr), abbiano considerato positivo questo approccio mi fa dire che, ribadisco in questa circostanza non servono, può rappresentare un buon seme per il futuro così come sono molto interessanti alcuni contenuti del documento di questi parlamentari, soprattutto quelli che fanno riferimento a una petizione europea per avvicnare questa Europa tecnocratica a quella dei popoli”.  

‘Con un colpo di mano da parte delPdl, la rottura è irrimediabile”. Così Pier Luigi Bersani attacca l’annuncio del Pdl di andare avanti anche a maggioranza sulla riforma della legge elettorale. ‘Sarebbe un atto di rotturairrimediabile – sostiene il segretario Pd – Come si vede anche dalle dichiarazioni del presidente del Senato Schifani, il Pdl sulla legge elettorale oscilla tra pratiche dilatorie ormai estenuanti e la suggestione di un colpo di mano in Parlamento. Quanto alla ipotesi del colpo di mano, è evidente che se si ripetesse per la legge elettorale quel che si è visto proprio in Senato per la riforma costituzionale, sarebbe un atto di rottura irrimediabile”.