Fino a metà degli oltre 4 milioni di morti causate dalle malattie cardiovascolari in Europa potrebbero essere evitati aumentando le tasse sul cibo spazzatura, riducendo gli spazi in cui è ammesso il fumo e con altri interventi legislativi. E’ la convinzione degli esperti della European Association for Cardiovascular Prevention&Rehabilitation (EACPR). In un editoriale sull’European Journal of Preventive Cardiology i medici e ricercatori hanno individuato quattro strategie per promuovere comportamenti migliori: “Per favorire diete più sane occorre cambiare le politiche sull’agricoltura, tassando i prodotti ricchi di zuccheri o di grassi a favore di sussidi per frutta e verdura, ridurre sale e grassi nei cibi pronti, etichettare chiaramente i cibi e limitare la pubblicità del cibo spazzatura. Il fumo invece va combattuto aumentando le aree smoke-free, con più tasse e restrizioni sulla vendita, vietando la pubblicità e adottando pacchetti anonimi. L’attività fisica va incentivata con sussidi al trasporto pubblico e aumentando piste ciclabili e aree pedonali. Il consumo di alcol, infine va regolato aumentando la tassazione, diminuendo la disponibilità e regolando la pubblicità”. 

Secondo gli autori questo tipo di interventi, spesso criticati perché considerati segno di uno “Stato-badante” che va contro la libertà dei propri cittadini, sono invece molto più efficaci delle politiche dirette a cambiare singolarmente gli stili di vita: “Il fatto è che le persone sono spinte nella direzione sbagliata dalle industrie, che però non hanno nessuna responsabilità della salute dei cittadini – scrivono gli autori – il cosiddetto ‘stato badante’ è spesso manipolato dall’industria, il che porta a generare cibo spazzatura a prezzi bassi anche grazie ai sussidi statali. Chiediamo solo che si riequilibri la situazione”. 

Anche dalla Gran Bretagna arriva lo stesso messaggio. La tassazione dello “junk food” può salvare la vita ogni anno a 100 mila persone solo nel Regno Unito secondo lo studio dell’university of Liverpool pubblicato sulla rivista ‘European Journal of Preventive Cardiology’. Inoltre, secondo anche questa ricerca limitando la pubblicità dei prodotti più grassi e incentivando l’acquisto di frutta e verdura, si possono ridurre del 50% tutte le morti causate da attacchi cardiaci e ictus. “Questi interventi governativi sulla popolazione – spiega Simon Capewell, autore dello studio, al quotidiano The Telegraph – possono contribuire ad aumentare il benessere delle persone in maniera quasi automatica. Purtroppo  l’industria tende a manipolare gran parte di chi vive in uno stato assistenziale puntando ad abbassare i prezzi sui prodotti ad alto contenuto calorico con grandi investimenti in pubblicità e in marketing. Strategie in grado di sedurre i consumatori più fragili”.