Viviamo in un periodo di crisi economica. Non vi è dubbio. Tuttavia in Occidente stiamo vivendo una crisi più profonda, quasi spirituale. Il classico modo di lavorare all’americana “work hard play hard”, traducibile con “lavora molto divertiti molto”, è agonizzante. Specialmente nelle grandi multinazionali, un tempo fari di Alessandria nella notte, che attraevano i più validi e creativi talenti per poi “indottrinarli” al fine di adattarli, questo motto sta assumento un’aria stantia.

Che cosa succede di preciso? Succede che dopo gli anni di università, un bel master si finisce nella grande corporation. Lavoro sicuro, carriera sicura. E poi? La crisi che attraversiamo non è passeggera , è un vero e proprio spostamento di potere dall’Occidente all’Oriente. Molti manager delle multinazionali stanno comprendendo che il loro futuro nelle aziende non esiste piu’. Per chi non viene licenziato, e magari sostituito con un “profilo” più giovane, c’è semplicemente la consapevolezza che la crescita umana e professionale è giunta al termine. Ad alcuni questa cosa piace, si adattano, hanno famiglia, un mutuo, in verità il cambiamento radicale non è una cosa facile.  Tuttavia c’è una nuova tendenza che sta emergendo. Lasciarsi tutto alle spalle. Nulla di drastico, nessun ritiro spirituale, ma la scelta di tornare alle origini. Con l’esperienza acquisita, derivata dal gestire complessi processi aziendali, i manager lasciano la corporation e ritrovano il piacere di creare qualcosa di bello. Molti esplorano la via della moda, con la visione tecnica di un manager e l’innocenza creativa di un bambino che gioca la creta.

E’ il caso di Patrick Garbini. Una carriera sicura presso la compagnia telefonica Orange, alcune promozioni, una pensione a fine carriera. Viaggia in Nepal e scopre l’imprenditorialità degli artigiani locali. La storia dei tessuti, la qualità e la tradizione che, in una nazione povera, sono la più grande eredità che un padre possa tramandare ad un figlio. Tornato in Europa comincia a fiorire in lui un pensiero inconsueto, fuori dagli schemi. La percezione che forse il mondo delle multinazionali non ha più sfide da offrire. Si lascia tutto alle spalle e nel 2011 fonda Purest: un progetto di vita, una sfida. Produrre scialli e sciarpe di puro cashmere in Nepal e portare questa piccola ricchezza, intrisa di tradizioni antiche e ricerca dei materiali, in Europa. Patrick non è solo.

In Portogallo due giovani manager della Johnson & Johnson decidono che è ora di cambiare strada. 10 anni di corporaiton, 10 anni di riunioni, di target trimestrali da raggiungere. Anamaria Lascurian e Alvaro Lopes-Cardoso decidono di abbandonare le sicurezza di un grande gruppo e intraprendere una sfida. Creano il loro sogno: Excepio. Forti di un’esperienza strutturata nel marketing e nella gestione sono appasionati di gemelli. Trovano la loro ispirazione nel creare gemelli numerati, pochi pezzi, per intenditori. Una distribuzione mirata in negozi di alta gamma, testimonial sobri ma con un amplio network sono le loro strategie per raggiungere il successo.

In un periodo di crisi, di depressione e di incertezza è rinfrescante osservare dei nuovi imprenditori che si lanciano, non senza una ponderata analisi, in nuove avventure, lasciandosi alle spalle la sicurezza, il nido della grande multinazionale, per inseguire i propri sogni. Almeno 8 ore della nostra giornata sono spese al lavoro. Non sarebbe male se quello che facciamo ci piacesse veramente?

Twitter @EnricoVerga