Alla fine il caso del programma radiofonico La zanzara in onda ogni giorno su Radio 24 finisce sul banco dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Durante la puntata di ieri sera, mercoledì, i due conduttori della trasmissione, Giuseppe Cruciani e David Parenzo hanno avuto ospite telefonico, Giusva Fioravanti, il terrorista dei Nar che il 2 agosto 1980 uccise oltre ottanta persone nella strage alla stazione ferroviaria di Bologna. Durante la trasmissione i due giornalisti sono stati riempiti di insulti telefonici. Oggi uno degli ascoltatori è passato dalle parole ai fatti e ha portato il caso davanti all’organo professionale di categoria chiedendo per entrambi un “procedimento disciplinare”.

“Cruciani e Parenzo – scrive Alessandro Smerieri, professore modenese di Storia e italiano in una scuola superiore – hanno, a mio avviso, gravemente violato, in quel frangente, i doveri della professione giornalistica per quanto riguarda l’aspetto della continenza formale ovvero la corretta e civile esposizione dei fatti”. Poi Smerieri, nella sua lettera al consiglio dell’Ordine riporta la sua versione dei fatti. “I due conduttori non hanno spiegato agli ascoltatori chi stavano chiamando, hanno scambiato con lui saluti di cordiale familiarità e manifesta simpatia (‘Ciao Valerio!’, ‘Ehilà Giusva!’) e hanno poi chiesto conferma di una dichiarazione su Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione Familiari vittime della strage di Bologna”.

Tuttavia già nel corso della trasmissione i due conduttori si erano difesi dagli insulti di molti radio-ascoltatori. Hanno spiegato che era loro interesse giornalistico avere conferma delle gravi frasi attribuite proprio ieri al responsabile della strage del 2 agosto 1980. Il terrorista neofascista, che ha scontato la sua pena e dal 2009 è un uomo libero, avrebbe attaccato il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime. “Cosa vuole? Perse la suocera, e come dice un mio amico la suocera non è una vera perdita”. E in effetti Fioravanti – incalzato da Cruciani e Parenzo durante la trasmissione – non ha smentito di aver, fuori intervista, pronunciato quelle parole.