80.000 euro in meno rispetto al suo predecessore, Paolo Garimberti. Il compenso del presidente Anna Maria Tarantola sarà di 366mila euro (invece di 448mila euro): il Cda della Rai ha approvato all’unanimità la proposta di riduzione dello stipendio, che era all’ordine del giorno dei lavori e che aveva suscitato polemiche e critiche, specie in casa Pdl. Cifre ritenute eccessive rispetto alla situazione complessiva del Paese e anche rispetto alla politica di spending review avviata, oltre che in considerazione della riduzione (già in atto) per quanto riguardava i compensi degli altri otto componenti del consiglio di amministrazione. 

Al gesto della Tarantola, si accompagna quello di Luigi Gubitosi, che già ieri aveva annunciato di voler rinunciare al contratto a tempo indeterminato: ”Poiché non ho intenzione di rimanere alla Rai nè un giorno in più nè un giorno in meno del mio mandato di direttore generale – ha aggiunto Gubitosi – ho deciso di chiedere che il mio contratto, pur essendo prassi aziendale il tempo indeterminato per il dg, coincida con la naturale durata del cda che mi ha nominato (3 anni, ndr)”. Il Dg ha anche inviato una mail ai colleghi, annunciando di aver fatto aprire “una casella email” per segnalazioni e idee. “Compatibilmente con gli altri impegni – assicura Gubitosi – cercherò di rispondere a tutti, ma sicuramente leggerò tutto”. Critico il Codacons perché dal punto di vista formale il cambio di contratto non produce mutamenti sostanziali. “Infatti – spiega l’associazione – in base allo Statuto della stessa Rai, il mandato del direttore generale ha la stessa durata di quello del consiglio di amministrazione. Ciò che ora ci preme sapere – afferma il presidente Carlo Rienzi – è quale sarà il compenso percepito da Gubitosi per il suo incarico”.

Soddisfatto il consigliere Antonio Verro: “Ho molto apprezzato il gesto del direttore generale e del presidente e, al riguardo, sono lieto che abbiano raccolto una sollecitazione mossa non soltanto formalmente da me in seno al consiglio di amministrazione, ma anche poi da tanti altri rappresentanti del mondo politico e della società civile. Nutro profonda stima per i nuovi vertici – aggiunge Verro in una nota – e sono certo che in futuro, se sapranno ascoltare e conciliare tutte le posizioni espresse in primis dal Consiglio e dalle varie componenti aziendali, si aprirà davvero una nuova fase di rilancio per la Rai”.