Per superare i test d’ammissione alle facoltà di medicina e odontoiatria di Napoli, Foggia e Verona serviva un “aiutino”. In denaro. E’ questa l’accusa mossa a 6 persone, finite agli arresti dopo un’inchiesta della Guardia di Finanza. Ai domiciliari sono finiti Felice Roberto Grassi, ordinario di Odontostomatologia dell’Università di Bari, Andrea Ballini, tecnico informatico dello stesso ateneo, Francesco Miglionico, odontotecnico e laureando in Odontoiatria ed ex assessore alle Attività produttive di Altamura, Amedeo Nardi, rappresentante di prodotti per l’ortodonzia, Giacomo Cuccovillo e Marco Magdalonm, studenti universitari.

Secondo gli inquirenti i 6 avrebbero costituito un’organizzazione per facilitare il passaggio, dietro compenso, dei test di ammissione alle facoltà di medicina e odontoiatria di Napoli, Foggia e Verona. Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, a reati contro la pubblica amministrazione. Con loro sono indagate altre 27 persone tra docenti, dipendenti universitari, studenti e aspiranti matricole.

Il capo di questa organizzazione criminale sarebbe il professor Grassi che sarebbe stato il promotore, organizzatore e coordinatore dell’organizzazione. A lui sarebbe spettato il compito di avvicinare le aspiranti matricole universitarie e proporre il superamento del test in maniera sicura, ma a pagamento. Inoltre, abusando della sua funzione di direttore del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria dell’Università di Bari, avrebbe utilizzato la rete di contatti all’interno della comunità scientifica di odontoiatria per ottenere, con scambio di utilità e favori di vario titolo, le informazioni e le collaborazioni indispensabili per la programmazione nei minimi dettagli del disegno criminoso. Il professore, dopo l’arresto di un suo collega nel 2008 per reati simili avrebbe escogitato un sofisticatissimo sistema informatico per continuare l’attività illecita che prevedeva la soluzione a tutte le risposte dei test in cambio di 30mila euro. Un’attività che ha fruttato all’organizzazione circa 250mila euro.  

Il braccio destro invece, sarebbe stato il tecnico informatico Ballini che, oltre ad avvicinare altri possibili aspiranti dentisti, sarebbe stato colui che si è occupato di allestire ad Altamura la centrale operativa computerizzata dell’organizzazione. La sede infatti è ubicata nell’abitazione di un esponente politico di Altamura, l’allora assessore Miglionico, odontotecnico, ma con l’aspirazione in quel momento di poter conseguire la laurea in Odontoiatria. La sala operativa è stata allestita con cinque computer, cinque telefoni palmari e tre distinti accessi internet. Il rappresentante di prodotti per l’ortodonzia, Nardi e i due universitari Cuccovillo e Magdalone, oltre che essere operativi nella sede di Altamura, avrebbero a loro volta reclutato delle aspiranti matricole universitarie.

Nella struttura di Altamura sarebbero stati elaborati ed inviati via internet, sugli account di posta elettronica di ciascuno dei candidati da favorire, le risposte al questionario ministeriale della prova di ammissione, ricevuto via internet da alcuni complici che stavano eseguendo la medesima prova all’Università di Napoli. Il test ministeriale, infatti, è identico per tutti gli atenei e viene svolto lo stesso giorno in tutte le facoltà. Mentre a Bari (dopo gli episodi del 2007) le aule dove si tengono i test sono schermate completamente a Napoli, invece, i controlli sono ordinari. I giovani aspiranti dentisti e i complici dell’organizzazione senza farsi notare hanno fotografato il test e lo hanno inviato alla centrale operativa di Altamura. Poi Grassi avrebbe fornito le risposte che sarebbero state trasmesse all’aspirante medico-dentista.