A più di un anno dalla chiusura del News of the World, prosegue il processo a Rebekah Brooks, ex direttrice del tabloid inglese e braccio destro di Rupert Murdoch. La procura della Corona britannica ha formulato le incriminazioni contro otto dei tredici arrestati nell’ambito dello scandalo intercettazioni che ha sconvolto il Regno Unito. Fra questi figurano, oltre alla Brooks, anche l’ex portavoce del premier David Cameron, Andy Coulson. Quest’ultimo è già sotto processo in Scozia per falsa testimonianza mentre la ‘rossa’ Brooks, deve già rispondere con il marito Charlie Wade di ostruzione della giustizia.

Le accuse contestatele riguardano azioni commesse mentre erano alla guida del News of the World: hackeraggi e soprattutto intercettazioni illegali fatte dall’ottobre del 2001 all’agosto del 2006. Secondo la procura, questa condotta ‘irregolare’ avrebbe avuto come vittime circa 600 persone, compresi politici e star di Hollywood del calibro di Brad Pitt e Angelina Jolie. Intercettati anche il calciatore inglese, Wayne Rooney, e l’ex Beatle, Paul McCartney. Oltre a Coulson e Brooks, sono stati incriminati l’ex direttore amministrativo di News of the World, Stuart Kuttner, l’ex direttore responsabile, Greg Miskiw, il caporedattore Ian Edmonson e i reporter Neville Thurlbeck e James Weatherup. Incriminato anche il detective privato Glen Mulcaire, figura centrale del tabloid-gate e che ha già scontato sei mesi di prigione nel 2007.

Ma il caso che aveva fatto più scalpore, e suscitato l’indignazione nazionale, è stato quello dell’ascolto illegale della segreteria telefonica del cellulare di Milly Dowler, la 13enne rapita nel 2002 e poi trovata morta. Coulson, che ai tempi era direttore del tabloid, la Brooks e il giornalista Stuart Kuttner sono stati incriminati anche per questo caso.