Sardegna, un’allegoria della sinistra. Di recente, ad Alghero, è stato eletto un sindaco sorprendentemente definito di centrosinistra. Definizione di fatto impropria perché il sindaco Lubrano era, sino a pochi mesi fa, un uomo del Pdl e la sua visione sviluppista sosteneva il Piano Casa, detto Piano Cemento. Il Pd, partito dell’imponderabile, ha inaugurato una nuova via per espugnare un baluardo antagonista, così i suoi Ulisse hanno astutamente candidato a sinistra un uomo di destra.

La trovata ci ha confuso ma è stata, ci assicurano, vincente. Con il risultato che oggi la cittadina di Alghero è amministrata da un sostenitore del Piano Casa e discuterà di un Piano urbanistico che gronda metri cubi. Poi, siccome non ci devono essere preconcetti, scelte di parte, tutto deve finire in unica sbobba e dicono che bisogna essere moderati – chissà cosa vuol dire – il sindaco “di sinistra” nomina assessore una donna del Pdl ma alleati del sindaco sono anche i frutti delle fissioni nucleari a sinistra. Però ci garantiscono che il Pd ha vinto.

Il piccolo, ma non tanto, caso di Alghero aiuta a comprendere qualcosa di più grande e rappresenta una condizione abusiva della sinistra. Se la nostra idea non vince allora sosteniamo l’idea dell’avversario. Inoltre ricorda pericolosamente un gioco che abbiamo avuto da bambini, il Piccolo Chimico. Provette fumanti, soluzioni colorate, reazioni e qualche volta esplosioni. D’altronde dal 1989 assistiamo a una deflagrazione dietro l’altra nella sinistra e qualcuno le chiama strategie.

In Sardegna il Pdl ha una maggioranza schiacciante perché, si vede, i sardi non sono progressisti come li vorrebbero quelli del Pd oppure perché il Pd non è progressista come lo vorrebbero i suoi elettori. Fatto sta che il Pdl cerca di cancellare l’unica grande conquista recente della sinistra isolana: il Piano Paesaggistico. Qualche faccia tosta racconta, anche dentro la sinistra, che la rigidità del Piano Paesaggistico è responsabile della crisi economica sarda e di quella dell’edilizia. Ma chi propaganda questa frottola sa che le grandi bolle immobiliari sono identiche alla bollicina immobiliare sarda, che poi tanto bollicina non è. E sa bene che né in Spagna, né in America c’era l’abietto Piano Paesaggistico a insidiare banche, investitori e imprese. Però la balla insolente del blocco dello sviluppo attacca sui creduli sardi che nel frattempo hanno bevuto una dose letale di balle somministrate anche da sindaci del Pd, da consiglieri del Pd, da segretari del Pd, da attivisti del Pd. Noi sopravvissuti ripareremo in Corsica, dove il cemento è considerato cemento e non un elisir ricostituente. Ma nel frattempo quelli davvero di sinistra – ne esistono, dicono, anche dentro la sinistra – avranno speso le energie migliori per combattere le forze peggiori in famiglia. Ad Alghero il Pd è arrivato alla sua naturale conclusione di alleanza con gli innovatori del Pdl. È un salutare incontro tra moderati, dicono. E in cielo apparirà un moderato arcobaleno bianco e nero.