Stuart Pearce (AP PhotoSang Tan)Ieri in Inghilterra, precisamente a Middlesbrough, si è giocata un’amichevole pre-olimpica di calcio tra la formazione di casa e quella brasiliana. Non starò qui a discutere se il calcio ha diritto d’essere sport olimpico, quello di cui voglio parlare è di un fatto singolare che riguarda la squadra di casa.

La partita è un fatto memorabile per questa città, perché qui nel nord è arrivata niente meno che la Seleção verde-oro. Inoltre questo match non è stato solo una normale sfida di preparazione tra due nazioni, è stato qualcosa di quasi storico. La gara, infatti, non era Inghilterra contro la Seleção ma Regno Unito contro Brasile.

Una squadra di calcio del Regno Unito? Sì, a Londra 2012 ci sarà un football Team GB e il fatto è, dal punto di vista sportivo, un evento raro perché sono passati quarant’anni dall’ultimo Team GB.

Questa nazione è “strana” dal punto di vista sportivo. Per la maggior parte delle competizioni esiste una squadra britannica, per altri sport, come il cricket, il rugby e il calcio ci sono selezioni che rappresentano ogni singolo stato dell’unione. Per questi ragazzini brasiliani sarà stata forse la prima e ultima volta che hanno giocato contro i britannici perché nel resto delle loro carriere si troveranno di fronte i Three Lions inglesi, gli scozzesi, i Dragons gallesi o i Norn Iron, cioè gli irlandesi del nord.

Perché questa particolarità? È tutta basata sulla storia ed evoluzione di questo sport. Il calcio moderno è nato in questa terra nel XIX secolo. Nel 1863 venne fondata da alcuni clubs inglesi la Football Association. Questa Fa era sperimenatale e non era chiaro se volesse inglobare squadre degli altri stati dell’unione. Dieci anni dopo le compagini scozzesi fondarono la loro federazione e gallesi e irlandesi seguirono l’esempio (la Fa irlandese si separerà in due nel 1921 a causa della nascita della Repubblica d’Irlanda).

La Fifa nacque nel 1904, quando il Regno Unito era già diviso in quattro federazioni da qualche decennio e quindi optò per la decisione di lasciare le varie organizzazioni completamente indipendenti. E qui è nato il problema calcistico del 2012: avere o non avere una nazionale britannica per Londra 2012? È stato un battibecco sportivo e politico che ha coinvolto tutti, Westminster, le assemblee degli stati del Regno, i media, le quattro FAs e l’Associazione Olimpica Britannica. Per il governo centrale e il Boa era impossibile non avere un football Team GB per le olimpiadi londinesi ma le altre federazioni, specialmente quella scozzese, rifiutavano l’idea basandosi sul concetto di indipendenza e per paura del pericolo di una creazione della Federazione britannica con l’appoggio dalla Fifa. Dopo mesi di polemiche, ipotesi e frecciatine la Scottish Football Association ha deciso di mettersi in disparte e ha lasciato, in caso di convocazione, piena libertà di decisione ai propri tesserati. Westminster ha ringraziato e ha creato una nazionale Gb. I giocatori sono stati convocati e, ironia della sorte, non ci sono scozzesi, neanche tra lo staff tecnico. Pura casualità o vendetta inglese? Difficile dirlo, ma è chiaro che questa selezione britannica è semplicemente una squadra dei Three Lions con qualche modifica, visto che quindici atleti su diciotto sono inglesi.

La prossima settimana questa squadra scenderà in campo alla conquista della gloria olimpica e i tifosi coloreranno gli stadi con migliaia di Union Jacks. Canteranno a squarciagola e sogneranno la vittoria finale. Sono sicuro che nelle Highlands non si festeggerà l’eventuale oro della selezione calcistica del Regno disUnito.

di Cristian Sacchetti, studente alla University of Westminster e giornalista freelance

(Nella foto AP Photo-LaPresse il ct britannico Stuart Pearce)