Via libera del cda Rai al conferimento del potere per il presidente Anna Maria Tarantola. Sono stati sei i voti a favore e due gli astenuti al momento della decisione sulle deleghe relative al tetto di spesa per cui il presidente ha autonomia, vale a dire fino a 10 milioni di euro. Si è votato poi anche per la parte relativa ai poteri di nomina del presidente, e in questo caso i voti favorevoli sono stati cinque (Pinto, Tobagi, Colombo, De Laurentiis e Todini) mentre tre gli astenuti (Verro, Pilati e Rositani).

A entrambe le votazioni non ha preso parte il presidente in quanto parte in causa e quindi per opportunità e correttezza nei confronti del cda stesso si è tenuta fuori. Si chiude così un capitolo decisivo per il nuovo corso Rai e che distingue le competenze del presidente in fatto di nomine – su proposta del direttore generale, Luigi Gubitosi – per tutte le aree non editoriali da quelle editoriali, che restano invece di competenza dell’intero cda di Viale Mazzini.

Quanto al tetto di spesa, si passa dai 2,5 milioni di euro che rappresentavano finora l’autonomia del direttore generale ai 10 milioni che diventano l’autonomia decisionale del presidente, fermo restando però che le decisioni relativamente ai piani di produzione e alla scrittura degli artisti rientrino nelle deliberazioni e nei palinsesti approvati dal consiglio stesso. Le due votazioni hanno evidenziato l’esistenza di blocchi di schieramento in cda, in particolare per quanto riguarda il capitolo nomine. Determinante è stata la mediazione condotta ieri dal consigliere Rodolfo De Laurentiis (Udc) che ha portato a definire una bozza di delibera – una sorta di lodo De Laurentiis – che poi oggi è stato limata e quindi votato, disinnescando la mina vagante di possibili clamorose dimissioni del vertice Rai qualora non si fosse arrivati a una definizione e voto favorevole. Da fonti consiliari si apprende che il clima oggi è stato caratterizzato da aperta dialettica, ma anche da “fattiva collaborazione”.