Il senato degli Stati Uniti ha messo sotto accusa il colosso bancario britannico Hsbc. In un rapporto di 335 pagine si sostiene che la banca abbia usato le sue filiali americane per riciclare denaro del narcotraffico messicano e favorire pericolosi finanziamenti a Iran e Siria. Inoltre, sottolineano da Washinghton, gli allarmi sollevati da alcuni dipendenti della banca non sarebbero stati ascoltati dal top management. Hsbc ha realizzato 16 miliardi di dollari di transazioni con l’Iran nel periodo 2001-2007 e  ha ignorato per anni gli avvertimenti delle autorità federali in questo senso.

 Il capo dell’organismo di controllo della banca, David Bagley, ha rassegnato le dimissioni dopo aver presentato le proprie scuse ai legislatori americani. Bagley si è detto convinto che “questo è il momento più opportuno per me e per la banca di mettere qualcuno di nuovo a capo dell’organismo di controllo del gruppo”. Bagley, che riveste l’incarico dal 2002, si è scusato per gli errori: “Malgrado gli sforzi e le intenzioni di tanti professionisti la Hsbc non è stata all’altezza delle aspettative”. 

Alcuni manager della banca saranno chiamati al senato americano per rispondere a domande sul riciclaggio. Nel frattempo l’istituto di credito ha scritto una nota in cui si scusa e si mette a disposizione delle autorità. “Ci rendiamo conto – si legge in un comunicato – che in passato abbiamo talvolta mancato di rispettare gli standard che i regolatori e i clienti si aspettano. Ci scusiamo, ci rendiamo conto di questi sbagli, siamo pronti a rispondere delle nostre azioni e ci impegniamo a raddrizzare ciò che è andato storto”.