L’anno scorso, all’interno di Edizioni E/O è nato Sabot/Age, un progetto letterario inedito e coraggioso, una collana diretta da Colomba Rossi e curata da Massimo Carlotto dedicata alle storie che il nostro Paese non ha più il coraggio di raccontare.

Di Sabot/Age è possibile una doppia lettura, come scritto dallo stesso Carlotto: “Sabotaggio ed Era del Sabot, lo zoccolo di legno che, ai tempi della rivoluzione industriale, veniva lanciato dagli operai negli ingranaggi delle macchine quando erano esausti. Noi siamo esausti della menzogna che ci opprime. Ogni giorno siamo oggetto di balle colossali per farci stare buoni, per costringerci a credere che dobbiamo pagare la crisi perché in fondo e’ nostra, per obbligarci a ingurgitare cibo senza qualità, a respirare aria inquinata, a bere acqua inquinata, per inchiodarci a un’esistenza dove predomina la precarietà. Non c’è aspetto della nostra vita “sociale” che non sia infettata dalla menzogna. Addomesticare la verità non è una novità in questo Paese, in fondo ci siamo abituati a convivere con la menzogna e a non credere più a nulla. La negazione della verità è la negazione di un diritto fondamentale del cittadino e comporta una destrutturazione della realtà che espelle tutte le storie scomode, quelle che devono essere nascoste a ogni costo sotto il tappeto o tenute sottotraccia. Per anni il noir ha denunciato questa anomalia, raccontando la crisi che stava portando questo Paese al collasso. Ora però è arrivato il momento di raccontare altro, tutto quello che non si può e non si deve ma anche narrare la vita delle persone, il conflitto perenne in cui si dibattono per riuscire a campare in questa Italia che non è più in grado di offrire nulla alla stragrande maggioranza delle donne e degli uomini che la abitano. La letteratura è uno strumento straordinario per raccontare tutto questo e oggi il noir non può più essere considerato lo strumento per eccellenza, l’unica lente d’ingrandimento. Ogni genere letterario può e deve essere in grado di farlo. Sabot/Age nasce con questo spirito. Raccogliere voci, scritture, storie di qualità per dare spazio a una narrativa senza steccati di genere ma aperta ai contenuti. Romanzi e solo romanzi, non inchieste travestite. E una volontà precisa nel ricercare nuovi autori che si affacciano nel panorama letterario con storie “potenti” e molto, e sottolineo molto, ben scritte”.

Ed effettivamente la qualità dei libri usciti per Sabot/Age è molto alta: dal magistrale affresco poliziesco della Bari contemporanea Lupi di fronte al mare, di Carlo Mazza, all’efficace scrittura di Piergiorgio Pulixi, che con Una brutta storia traccia una panoramica sorprendente, dal sapore hard boiled, di una saga criminale contemporanea. Dal fantasioso (ma terribilmente reale) e avvincente Sinistri, di Tersite Rossi, a La ballata di Mila, di Matteo Strukul, un magnifico e adrenalinico pulp salgariano che denuncia abilmente la situazione malavitosa di Padova, tra trafficanti nostrani e nuove gang cinesi.

Strukul è divertente e scoppiettante (se Salgari avesse scritto I pirati della Malesia dopo aver visto Le iene e Kill Bill o aver letto Elmore Leonard penso che il risultato sarebbe stato simile a La ballata di Mila: ritmo, avventura, velocità, divertimento, denuncia sociale, dialoghi rapidi e reali) ed è curatore di un’altra collana che, come Sabot-Age, combatte le menzogne del mondo globalizzato a colpi di ottima narrativa: Revolever, di Edizioni BD, un nuovo marchio editoriale per una nuova esperienza di letteratura. Come spiegato efficacemente nel manifesto: “Esiste una nuova genìa di autori che ha sviluppato un nuovo linguaggio del noir: meticcio, contaminato, bastardo. Svelano una letteratura diversa, che taglia i generi, abbatte gli steccati ed estrae dall’arte del narrare formule velenose e sanguinarie. Romanzi dark eppure sgargianti nei colori, trame agili come lame di coltello pronte a danzare sul confine sottile che corre fra romanzo, fumetto, sceneggiatura e storyboard. Qualità narrativa, profondità nel tratteggiare i caratteri dei personaggi, ritmo sincopato, azione adrenalinica e parossismo visivo, trame a orologeria. Sono storie che rappresentano la spina dorsale di una nuova grande letteratura popolare. I romanzi Revolver si guardano come film su carta, i romanzi Revolver si bevono come shake di noir, pulp, action, horror, i romanzi Revolver si vivono come esperienza di lettura nuova e spettacolare”.

E anche in questa collana compaiono titoli di grande valore, su tutti il pastiche pulp-noir Sinfonia di piombo, di Victor Gischler, geniale e riuscita resa dei conti fra personaggi indimenticabili con un sottofondo di denuncia nei confronti del mondo dei servizi segreti, e l’allucinante, spietato e bellissimo Dietro le sbarre, di Allan Guthrie, cupa, incalzante e pungente critica nei confronti della vita quotidiana dei penitenziari scozzesi.

Sabot-Age e Revolver dimostrano efficacemente che è possibile affrontare i mali del presente utilizzando una valida forma di narrativa popolare adatta e comprensibile a tutti. Paco Ignacio Taibo II una volta ha scritto che “la narrativa è la forma più alta di sovversione”. Leggendo questi libri credo che avesse ragione.