In futuro a Brema non potrà essere privatizzata nessuna azienda pubblica di interesse generale se prima i cittadini non avranno dato il loro via libera per referendum. Il cosiddetto “freno alle privatizzazioni” è stato votato venerdì in prima lettura dal parlamento regionale. L’approvazione definitiva è prevista in autunno. Brema è il primo dei sedici Länder tedeschi a dotarsi di un simile meccanismo, che sarà iscritto nella costituzione regionale. L’iniziativa, avanzata da Spd e Verdi, ma osteggiata dalla Cdu, è condensata in appena due pagine. La vendita di una società pubblica che è al servizio del bene comune “presuppone un referendum approvativo”, si legge nel testo. La novità riguarda in particolare le aziende energetiche, dei trasporti, dei servizi idrici, dello smaltimento dei rifiuti, del trattamento delle acque reflue e “le società che danno un notevole contributo all’infrastruttura economica, culturale e dei trasporti”. La cessione di un’azienda pubblica o di parti di essa ha “conseguenze che vanno oltre la durata di una legislatura”, per questo “i cittadini di Brema, in quanto proprietari politici ideali delle loro aziende, dovrebbero avere la possibilità di votare in prima persona su queste decisioni”, si legge nelle motivazioni della proposta.

Negli anni Novanta anche Brema, come altre città tedesche, ha privatizzato molte aziende pubbliche, dalla società dei servizi idrici a quella dei servizi energetici. Per questo, secondo la Linke (all’opposizione), l’iniziativa arriva troppo tardi. In realtà in mano pubblica resta ancora la società immobiliare comunale Gewoba e una quota del 7,5% dell’istituto di credito regionale Bremer Landesbank. Venderle, ora, sarà praticamente impossibile. Una svolta tanto più significativa se si pensa che Brema non è solo il più piccolo Land tedesco, ma è anche quello col più alto indebitamento pro-capite: circa 27.000 euro, quasi allo stesso livello della Grecia. In totale i debiti del Land ammontano a circa 17 miliardi. Insieme ai referendum approvativi automatici sulle privatizzazioni il parlamento regionale ha dato il via libera in prima lettura anche a un’altra novità che rafforza la democrazia diretta. In futuro il quorum per i referendum che puntano a modificare la Costituzione regionale verrà abbassato: per organizzare una consultazione pubblica basterà che a richiederla sia non più il 20, bensì appena il 10% dei residenti aventi diritto di voto. Affinché un referendum venga accolto, inoltre, sarà sufficiente l’approvazione non più di oltre il 50%, bensì del 40% degli aventi diritto.

Approvata infine anche una mozione che invita il governo di Brema a impegnarsi a livello federale per introdurre nella Costituzione tedesca anche la possibilità di organizzare referendum su base nazionale. La Germania, infatti, è uno dei pochi Paesi europei che non prevede referendum nazionali.