La pazza idea del Cavaliere di ricandidarsi riparte dall’impresario di spettacolo romagnolo amico di Lele Mora e re delle discoteche di Forlì e dintorni. Lui, Sauro Moretti, creatore e proprietario del marchio SiAmo Italia che Silvio Berlusconi starebbe pensando di utilizzare per superare il Pdl e scendere di nuovo in campo, ne è convinto. “È vincente e uno come il presidente dovrebbe farlo suo. Il prezzo? Se ne può parlare”. dice oggi a ilfattoquotidiano.it.

La storia era già venuta a galla a ottobre scorso. Il governo Berlusconi annaspava e poche settimane dopo sarebbe caduto a colpi di spread. Già allora il leader del centrodestra stava pensando alla creazione di una nuova creatura politica, un marchio più che altro, che aiutasse la sua coalizione e l’esecutivo a superare le sabbie mobili in cui si era impantanato. Giravano tanti nomi: qualcuno azzardò addirittura un Forza Gnocca. Ma a folgorare l’allora premier fu un’altra idea.

A far incontrare Berlusconi e Sauro Moretti fu Vittorio Sgarbi, anche lui amico in comune, che portò l’impresario romagnolo a pranzo a Palazzo Grazioli. Era il 26 aprile 2011. “Moretti è una persona storicamente di sinistra, ma il dialogo con Berlusconi è stato caratterizzato davvero da un compiacimento e da una ammirazione reciproca”, disse allora il famoso critico d’arte. Moretti poco dopo quell’incontro iniziò a lavorare sul marchio e, dopo averlo “brevettato” alla Camera di commercio e soprattutto come dominio web (www.siamoitalia.it, www.siamoitalia.com) lo presentò al primo ministro e ai suoi uomini. Poi, caduto il governo Berlusconi, l’affare sembrò sfumare.

Ma oggi dalla cerchia dell’ex primo ministro filtra che invece no, quel marchio il Cavaliere non lo ha mai scordato. “Che fai, lo lasci in giro?”, ragiona oggi Moretti. Che poi prosegue. “Se mi chiamassi per esempio Antonio Di Pietro, ma potrei fare i nomi di altri partiti, e mi dicesse che SiAmo Italia è una lista che vorrebbe collegata alla sua, questo a Berlusconi creerebbe dei problemi. Ma il presidente è talmente furbo che non ha bisogno di questi suggerimenti”. Del resto, prosegue l’impresario romagnolo, “il mio marchio è cucito a pennello per la parte politica di Berlusconi”. 

Finora tuttavia, conferma Sauro Moretti, non c’è stato alcun acquisto. “Non me l’ha comprato, ma so che ha il progetto sulla scrivania”. Sul prezzo non si sbilancia. “100 mila?”, chiediamo, “Un milione di euro?”. “Non mi fate parlare di soldi – risponde – del resto non è detto che lo venda per forza quest’anno: il marchio può essere buono anche dopo il 2013 e usato per fare anche, che so, una ‘Confindustria 2’. Oppure potrebbe essere usato per un pool di aziende che esportano in Europa e vendono il loro marchio made in Italy”.

Per Sauro Moretti, ex consigliere comunale a Forlì dei Democratici di sinistra per due legislature, quello con Berlusconi fu un incontro folgorante: “A me Berlusconi piace. Prima lo odiavo, ma quando l’ho conosciuto mi sono ricreduto”. Un’ammirazione, spiega Moretti, che non deriva dallo stile di vita che si raccontava allora del Cavaliere e della passione per le donne. Questo nonostante Sauro stesso sia amico di molte attrici e soubrette famose e abbia molte conoscenze nel mondo dello spettacolo. “Sono una mosca bianca nel mondo dello spettacolo. Nonostante l’ambiente delle discoteche e delle feste che frequento non pippo, non bevo, non riciclo e non vado con le prostitute. Anche perché prima di lavorare in questo settore per 16 anni ho lavorato coi tossicodipendenti”.

Certo, quando si parla di Lele Mora, in carcere da oltre un anno con l’accusa di bancarotta fraudolenta, si accende: “Sono dispiaciutissimo che sia ancora in prigione. La trovo una roba che non sta più né in cielo né in terra”, dice Moretti. “Basta, sta male, dovrebbe uscire dal carcere. Liberate Lele Mora. 

È un appello quello che faccio. Non entro nel merito dei reati di cui si sarebbe macchiato, ma ci sono persone che hanno accuse più pesanti e gravi sul piano dell’incolumità fisica delle persone e sono fuori”.

Un po’ “pannelliano” si definisce sul tema Moretti. Di certo il suo marchio non lo venderà a Mario Monti. “È un grande personaggio, ma manca un po’ di creatività, di fantasia. Tasse, tasse, tasse non si può, la gente non campa più”. Ormai Moretti parla da berlusconiano.