Dopo le lettere arrivate la settimana scorsa, in cui spaziavamo da domande sulla menopausa al semplice raccontarsi storie di vita quotidiana, questo venerdì rispondo a due questioni più spinose. La storia di Giulia, 18 anni, che in chat ha incontrato una donna molto più grande della quale si sente attratta. E la vicenda di D., che dopo aver perso la passione per la moglie, ora non riesce a fare a meno di programmare incontri con altre donne a pagamento.  E allora cominciamo…
Per scrivermi: ninarisponde@gmail.com 

Ciao Nina! Sono una ragazza di 18 anni che ha scoperto da poco di essere bisessuale. E’ da un paio di mesi che mi sto sentendo via chat con una donna molto più grande di me: lei ha 51 anni. Io vorrei tanto incontrarla ma ho un po’ paura per via della differenza di età. Secondo te è normale che una ragazza giovane sia attratta sessualmente da una donna così più matura?
Giulia

Giulia, cara! Concentriamoci sulla differenza d’età: non ti dirò lascia stare, non fare questo esperimento perché è sbagliato in partenza, perché non ha futuro.
La debolezza di questa storia Giulia, secondo me non è nella differenza d’età: è nel “mezzo” attraverso il quale sta nascendo e nelle aspettative che ha creato in te. Ognuno di noi cerca l’emozione da film, la storia “tutta passione e sentimento” e, a volte, abbiamo così tanta voglia di trovare quel tipo di rapporto che non ci rendiamo conto di come siano realmente le cose, siamo bulimici e obnubilati dal desiderio di avere sempre di più. Quando siamo in preda a quel desiderio è difficile dare il giusto peso alle cose. Non vediamo più niente, neanche quanto è facile, ad esempio su Internet, nascondersi dietro un nickname, darsi un’identità, costruirsi un ruolo e una personalità, vendersi per quello che non si è. Eppure questa “signora” ai miei occhi un punto a suo favore ce l’ha: ti ha detto di avere 51 anni. Si presuppone che ti abbia detto la verità.
Comunque: non sono qui per metterti in guardia dai “pericoli” di Internet quindi, se davvero incontrarla è quello che vuoi, dalle appuntamento in un posto che frequenti spesso, ma soprattutto vai lì con un piano b, vai sapendo come uscirne nel caso in cui lei non sia quello che ti aspetti.

Cara Nina, parla con me: io sono uno “regolare”, che ha sempre fatto quello che doveva. Laureato giovanissimo, lavoro nell’ azienda di famiglia che, per fortuna, ci fa vivere bene. Ho quarant’anni, non sono un adone ma nemmeno da buttar via: 2 anni fa ho sposato la madre del mio unico amore, mia figlia, che ha 5 anni. Lei, mia moglie, è una donna pratica, molto severa, con se stessa e ovviamente con me e se prima questa sua austerità, questo suo essere sempre organizzata, seria, puntuale mi attirava ora mi respinge. Non ho più voglia di fare sesso con lei, né lei, d’altra parte, fa nulla per risvegliarmi. Niente di niente. Ma io sono un uomo e sono sempre stato un passionale: così da un po’ di tempo il mio desiderio va da altre parti, ben definite. Ho cominciato l’estate scorsa, mia moglie e mia figlia al mare e io che mi metto su internet, digito “escort” e trovo la mia “signorina”. Una e poi un’altra e poi un’altra ancora. Un clichè bello e buono ma non riesco più ad uscirne. Invento partite di calcetto, riunioni, incontri importanti per concedermi quel piacere proibito. Dopo torno a casa e non mi sento neanche un po’ in colpa: quelle signorine sono la mia libertà.
D.

Ciao D.,
Nel mio peregrinare ho conosciuto molte delle “signorine” di cui scrivi. Una volta una di loro, Anastasia (nome d’arte), mi ha detto: “Le mogli non capiscono che per tenere nel loro letto i mariti dovrebbero smettere di fare le mogli”. Sostanzialmente suggeriva alla “categoria” mogli di impegnarsi un po’ di più in numeri da circo, insomma di essere più… disinibite! Un prezioso suggerimento per carità, ma Anastasia dava la “colpa/merito” del fiorire dei suoi affari proprio alle donne dei suoi clienti. Non credo sia cosi’, sono sicura che non sia cosi’, sarebbe un alibi troppo triste e troppo facile per voi “che siete uomini” e da qualche parte dovete sfogare il vostro testosterone prigioniero. Caro D, tu parli di libertà, quella che io cercherei nell’onestà di dire a te stesso e a tua moglie che questo rapporto non funziona più. So che non è semplice, ma io non capisco gli “ostinati” del matrimonio o dell’essere due, quelli che “va tutto benissimo” ma intanto vorrebbero scappare dall’altra parte del mondo e, non potendolo fare, vanno a puttane, pardon a escort che è più chic. Tu non sei un cliché, tu sei tu. Vai a escort se ti serve, ma vacci senza scuse e senza prendere in giro la tua vita “regolare” e apparentemente perfetta.

 Per scrivere a Nina: ninarisponde@gmail.com