Dopo le polemiche e l’ostruzionismo del centrodestra, la commissione di Vigilanza ha ratificato il voto del cda Rai e ha confermato Anna Maria Tarantola come nuovo presidente. Scoppia però la bagarre tra il segretario del Pd Bersani e il Pdl che nei giorni scorsi, prima del voto in cda, aveva tentato di bloccare la nomina dell’ex numero due di Bankitalia. A suo favore hanno votato in 31 commissari (era necessaria una maggioranza qualificata, con il voto di almeno 27 componenti su 40); una scheda nulla, due schede bianche, sei i commissari assenti. Adesso resta il passaggio formale della presa d’atto in cda, dove poi verrà formulata la proposta di nomina del nuovo direttore generale che l’azionista ha indicato in Luigi Gubitosi.

“Da oggi la Rai e il servizio pubblico sono una realtà diversa ha spiegato il presidente della Commissione Sergio Zavoli- . Ma per legittimare ogni aspetto strutturale della nuova governance potrebbe occorrere una seconda fase, quando la Vigilanza sarà tenuta a proseguire il proprio compito istituzionale indirizzando l’iter del processo rifondativo”. 

Polemico con il centrodestra Pierluigi Bersani che commenta il vertice avvenuto a palazzo Chigi tra Monti e il Pdl. Pare che durante l’incontro si sia parlato di nomine per i tg, le reti e le strutture del servizio pubblico, e dei conti della Rai, sui quali potranno intervenire in primis presidente e direttore generale. “Mentre la gente vive i problemi che conosciamo – ha detto il segretario del Pd -, vedo che l’intero gruppo del Pdl si muove verso palazzo Chigi e viene ricevuto per discutere di Rai, capitolo ‘pesi e misure’. Se la Pdl ritiene di essere la padrona della Rai vorrà dire che il canone se lo pagherà lei”. Prima del voto in cda, infatti, il Pdl era intenzionato a bloccare alcune deleghe “pesanti” che il Presidente del Consiglio vorrebbe assegnare all’ex vicedirettore di Bankitalia. In sostanza il centrodestra voleva opporsi al potere assoluto del neopresidente di nominare i dirigenti non editoriali e di gestire i contratti fino a 10 milioni di euro per strutture non giornalistiche senza il consenso del consiglio di amministrazione. 

Gianfranco Fini ha accolto con un applauso la nomina, annunciata da Lucia Annunziata durante la presentazione del libro “Lotta di tasse – Idee e provocazioni per una giustizia fiscale” di Francesco Delzio. Positivo anche il commento di Carlo Verna, segretario dell’Usigrai, secondo cui ”finalmente la Rai ha un vertice con cui potremo confrontarci”. Quella della Tarantola, prosegue Verna, è una missione “possibile, più fortunata di Paolo Garimberti, che ringraziamo per il lavoro svolto, avendo un quadro di numeri agibile dalla sua parte, visto quanto è decisivo in cda il voto del rappresentante del ministero del Tesoro, omogeneamente espresso da Monti. Sfrutti bene questa opportunità – conclude il segretario Usigrai – al di là di ogni diatriba sui poteri”.

Qualche giorno fa l’ex numero due di Bankitalia era stata votata dal consiglio di amministrazione al cui interno, però, non c’è stata l’unanimità: sette a favore e un astenuto, Antonio Verro

PROFILO DI ANNA MARIA TARANTOLA – Si occuperà in primo luogo dei conti della Rai. Il neo presidente dal 20 gennaio del 2009 è vice direttore generale di Bankitalia, e nel corso della sua carriera ha espletato numerosi incarichi sia in Italia sia all’estero, rappresentando la Banca in diversi comitati come il Banking Supervision Committee, il Comitato di Sicurezza Finanziaria e il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Oggi Tarantola era alla presentazione del rapporto sull’Economia della Lombardia ad Assolombarda, quando, nel pomeriggio, ha ricevuto una telefonata e si è appartata per una decina di minuti.

Laureata in Economia e Commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1969 con una tesi su ‘Teorie neoclassiche e Keynesiane di fronte ai problemi monetari internazionalì, Tarantola ha proseguito gli studi come ricercatore presso la London School of Economics per il conseguimento del titolo di Master of Philosophy in Economics. L’arruolamento in Banca d’Italia arriva nel 1971 all’Ufficio Vigilanza I della Sede di Milano. Nel 1996 è nominata direttore della succursale di Varese, e nel 1998 è alla sede di Milano come titolare della direzione intermedia di Vigilanza-Cambi. Dal 2002 al settembre 2005 è direttore della filiale di Brescia e successivamente, della sede di Bologna. Nell’aprile 2006 è nominata funzionario generale preposto all’Area Bilancio e controllo con la qualifica di Ragioniere generale; nel febbraio 2007 assume la carica di funzionario generale preposto all’Area Vigilanza bancaria e finanziaria, mantenendo ad interim la sovrintendenza dell’Area Bilancio e controllo fino al luglio 2008. Tarantola ha anche una carriera accademica come docente a contratto di Controlli pubblici nel settore creditizio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.