Tempo di pesanti tagli alla spesa pubblica. Sono tutti ben calibrati o c’è il rischio di una nuova macelleria sociale? “Uomo da marciapiede” lo ha domandato in giro, registrando un diffuso risentimento verso un governo che a detta dei più non rispetta quelle promesse di equità che avrebbero dovuto accompagnare le politiche di rigore. Vero che c’è chi reputa i tagli alla spesa “necessari e senza alternative” per l’emergenza finanziaria. Ma l’opinione prevalente è in segno di dissenso. “Per prima cosa avrebbero dovuto colpire i privilegi della casta, dagli stipendi alle pensioni d’oro“, dicono in molti. Sui tagli agli statali i pareri si dividono. Preoccupano i tagli alla ricerca e alla sanità. Alcuni suggeriscono cespiti diversi sui quali far cassa, dalle spese militari all’evasione fiscale, fino alle grandi ricchezze, magari attraverso una “patrimoniale“. Ma è l’acuta sofferenza dell’economia reale il vero nodo. Incentivi allo sviluppo non se ne vedono e in molti, specie tra i giovani, hanno perso ogni fiducia nel futuro.
Di Piero Ricca, riprese e montaggio Luca Fuscaldi.

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