Torna a vivere, come ogni estate, l’arena Plautina di Sarsina. Il Plautus Festival inaugurerà il 15 luglio la sua 52ª edizione, un importante traguardo che pochi altri eventi culturali nazionali possono vantare. Nove le opere teatrali che verranno inscenate fino al 13 agosto nel paese dell’appennino cesenate che diede i natali al commediografo Tito Maccio Plauto, vissuto al tempo in cui Roma era ancora una res publica e i nemici si chiamavano cartaginesi.

“Dopo che Plauto ha raggiunto la morte, la commedia piange / la scena è abbandonata e riso, gioco e scherzo / e i ritmi senza fine si sono messi insieme a lacrimare”. Questo l’epitaffio in versi che lo scrittore di epoca adrianea Aulo Gellio attribuiva allo stesso Plauto. In verità forse si tratta di un omaggio postumo al sarsinate che, a trecento anni della sua morte, era già un classico per gli autori dell’impero.

Trascorsi due millenni dalla sua morte le opere da lui scritte continuano a essere rappresentate e il loro contenuto passa attraverso i secoli senza essere scalfito dal tempo. Si arricchisce anzi di nuovi significati dal confronto con le diverse epoche, riconfermandosi specchio della contraddittorietà e mutevolezza dell’animo umano.

Nella lista dei sedici festival sovvenzionati dal MiBAC, direzione generale per lo spettacolo dal vivo nella stagione estiva 2012, il Plautus Festival si colloca fra i quattro dedicati in Italia esclusivamente all’arte del teatro. Quest’anno la direzione artistica del Plautus Festival, in mano a Cristiano Roccamo fino al 2014, ha riconfermato un’attenzione particolare al dramma antico, di cui sono previste 5 rappresentazioni (Andromaca, Cassandra, Le Troiane, Pseudolo e Càsina), che fanno di Sarsina uno dei principali punti di riferimento per questo genere teatrale, insieme a Siracusa, Tindari e Segesta.

Da Plauto s’inizia e con Plauto si finisce. Ad aprire la rassegna sarà infatti domenica 15 luglio, alle 21,30, lo Pseudolo, una delle commedie più note e rappresentative della sua arte. L’opera verrà rappresentata in prima nazionale, per la regia di Cristiano Roccamo. Domenica 13 agosto sarà invece la Càsina, interpretata dai giovani attori del laboratorio teatrale del Plautus, a chiudere il festival. Come negli agoni drammatici dell’antica Grecia era uso concludere il ciclo delle tre tragedie con una commedia, la Càsina seguirà Re Lear, Andromaca e Le troiane nell’intenzione di tornare al riso dopo tanto dramma.

A calcare la scena dell’arena plautina sono stati scelti nomi importanti del panorama nazionale, alcuni anche insoliti per le programmazioni classiche, quali Enrico Montesano, Michele Placido, Elisabetta Pozzi, Manuela Mandracchia, Ivana Monti, Edoardo Siravo, Lello Arena e Giuseppe Pambieri.

La sera dell’inaugurazione Massimo Venturiello vestirà i panni dello Pseudolus, il tessitore d’inganni, un’opera che Plauto scrisse intorno ai 60 anni, nella quale motti di spirito e giochi di parole si alternano a interventi rivolti al pubblico, coinvolgendolo come complice della scena.

Domenica 22 luglio sarà la volta del Capitan Fracassa, tratto dal romanzo di Théophile Gautier. Il riferimento è ancora a Plauto, al suo Miles gloriosus: nell’opera, messa in scena da Claudio Di Palma, la maschera del soldato fanfarone e smargiasso è ingentilita in un’operazione classica di metateatro con la figura di un nobile decaduto che, per amore, si unisce ad una compagnia di attori girovaghi. Il ruolo del protagonista è di Lello Arena.

Le opere di Plauto sono state fonte d’ispirazione per molti autori di teatro italiani ed europei. Fra costoro, solo per citarne alcuni, Machiavelli, Shakespeare, Molière e Goldoni. Il terzo appuntamento della kermesse è dedicato proprio a Niccolò Machiavelli, con la sua commedia Clizia, in scena sabato 28 luglio. Protagonisti due attori Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi il cui sodalizio artistico continua a segnare la storia del teatro italiano.

A ricordare che il teatro, al tempo di Plauto, era allestito in spazi non specificamente deputati ad esso, ma in ambiti informali e spesso improvvisati, la 52a edizione non poteva non comprendere la messa in scena di uno spettacolo nel centro storico di Sarsina.

Domenica 29 luglio sarà quindi il turno, in Piazza Plauto, dello spettacolo di teatro circo intitolato Klinke, per la regia di Philip Radice con gli attori acrobati Milo Scotton e Olivia Ferraris. Scatole, lampadari, valigie, oggetti luminosi, equilibri a 4 metri d’altezza, per uno spettacolo che fonde e sublima le principali arti di rappresentazione: teatro, danza, tecniche circensi.

La tragedia greca, da sempre grande protagonista al Plautus Festival, esordirà giovedì 2 agosto, con Cassandra o del tempo divorato, un’opera che racchiude in sè danza, teatro e musica, curata da Aurelio Gatti e Elisabetta Pozzi, quest’ultima anche protagonista. Nel ruolo della sacerdotessa di Apollo, l’attrice inscenerà una tragedia i cui risvolti non sono da cogliere tanto in ciò che avviene, ma nell’impotenza di comunicarlo. 

Domenica 5 agosto l’arena di Sarsina diverrà per una sera il Globe theatre. Sarà di scena il Re Lear di William Shakespeare, l’autore più presente al festival, dopo il “padrone di casa” ovviamente. A interpretare il re sarà Michele Placido, che firma anche la regia insieme a Francesco Manetti.

La tragedia che per Aristotele era in grado di provocare nello spettatore una vera e propria catarsi, ritorna sulla scena mercoledì 8 agosto con un testo del drammaturgo francese Jean Racine: Andromaca, nell’adattamento di Filippo Amoroso. Manuela Mandracchio sarà Andromaca, sotto la direzione di Massimiliano Farau.

Sabato 11 agosto ancora spazio alla tragedia con Le troiane da Euripide e Seneca per l’adattamento e la regia di Giuseppe Emiliani, con Ivana Monti e Edoardo Siravo. Euripide mette in scena la guerra vista con l’occhio degli sconfitti, ma dalla quale anche i vincitori escono vinti.

In essa si ritrovano i grandi personaggi femminili delle due tragedie che l’hanno preceduta: Cassandra che diventerà la concubina di Agamennone e Andromaca alla quale, in questo testo, diversamente dalla versione di Racine, viene strappato e ucciso il figlio Astianatte.

Al Plautus festival si rinnova anche quest’anno l’iniziativa dell’audiodescrizione che consentirà di apprezzare maggiormente, alle persone non vedenti, le recite dello Pseudolo e del Re Lear. Grazie a cuffie wireless, collegate alla sala di regia, gli spettatori coglieranno tutti i particolari silenziosi degli spettacoli, quali i dettagli scenografici, l’aspetto fisico, i costumi dei personaggi, i movimenti degli attori e le espressioni dei volti.