Giorgio Napolitano ha scoperto una grande ”affinità col Papa” a cui si sente vicino perché entrambi “chiamati a governare delle realtà complesse”. All’Osservatore romano il presidente della Repubblica parla del suo rapporto con Benedetto XVI. Nel corso dell’intervista rilasciata al quotidiano vaticano dopo il concerto cui ha assistito con Ratzinger ieri sera a Castel Gandolfo spiega: “Mi trovo al vertice delle istituzioni della Repubblica italiana in un momento molto, molto difficile – dice -. E’ necessario far prevalere in qualsiasi contesto delle forti motivazioni di serenità, di pace, di moderazione. Ecco, io sento molto questa mia missione di moderatore: e cosa dire della analoga missione che spetta al Pontefice?”.

Alla luce dei sei anni trascorsi dall’inizio del mandato (“A maggio è iniziato l’ultimo dei sette previsti”), Napolitano aggiunge che “che una delle componenti più belle che hanno caratterizzato la mia esperienza è stato proprio il rapporto con Benedetto XVI. Abbiamo scoperto insieme una grande affinità, abbiamo vissuto un sentimento di grande e reciproco rispetto”. “Ma c’è di più – aggiunge Napolitano -, qualcosa che ha toccato le nostre corde umane. E io per questo gli sono molto grato. Oggi, per esempio, abbiamo trascorso un momento insieme caratterizzato proprio da tanta semplice umanità”. Poi ricorda anche alcuni momenti trascorsi insieme al Pontefice. “Abbiamo passeggiato – racconta -, parlato come persone che hanno un rapporto di schietta amicizia, con tutta la deferenza che io ho per lui e per il suo altissimo ministero, per la sua altissima missione”.

Il presidente della Repubblica è convinto anche che “il Pontefice può fare molto con la sua ispirazione, con la costanza della sua azione. Questo è almeno quello che mi auguro”. Così Giorgio Napolitano all’Osservatore Romano sulla sua sintonia con Benedetto XVI nell’impegno per la pace. “Io credo – spiega il capo dello Stato – che i continui appelli del Papa alla pace siano accolti e condivisi da tantissima gente in tutto il mondo”. “Naturalmente – aggiunge – le esortazioni alla pace, soprattutto in aree come il Medio Oriente, si scontrano con un certo incancrenimento di conflitti e di contrasti. Come sempre accade quando passano decenni e decenni senza riuscire a trovare una soluzione, c’è qualcosa che poi si trasforma in incrostazione molto dura da sciogliere”.