“Scusi, Vostro Onore, potrebbe far spostare i missili terra-aria dal mio tetto?”.
E’ più o meno questo il senso della richiesta che i residenti di un condominio di Leytonstone, un quartiere densamente popolato dell’est di Londra prossimo al Parco Olimpico ove si svolgeranno la maggior parte delle competizioni dei giochi 2012, hanno rivolto al giudice di una corte londinese, Mr Charles Haddon-Cave, dopo aver scoperto che le forze militari britanniche hanno intenzione di installare sul tetto del loro palazzo una batteria di missili terra-aria.

Il Ministero della Difesa ha infatti elaborato un piano che prevede la dislocazione di missili in sei siti della capitale britannica, tra cui appunto la Fred Wigg Tower, che ospita 117 appartamenti abitati da comuni famiglie di lavoratori.

Marc Willers, l’avvocato che rappresenta le famiglie della Wigg Tower, ha sottolineato come “i residenti abbiano un più che giustificato timore che la presenza dei missili sul loro tetto li esponga ad un maggior rischio di attentati terroristici”. Tale dispiegamento di missili sarebbe altresì in contrasto con la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo che garantisce il diritto di “poter godere pacificamente della propria abitazione”.

La risposta dell’Alta Corte inglese non si è fatta attendere: i missili sulle case non sono un eccesso e potranno essere installati. I cittadini sono solamente vittime di “una sorta di equivoco” sui reali rischi derivati dalla presenza dei missili, che sarebbero secondo i giudici ed il Ministero della Difesa, assolutamente minimi, soprattutto perchè i missili verranno usati solamente “in risposta ad una minaccia confermata ed estrema alla sicurezza”.

Con questa sentenza lo stato britannico viene praticamene reso libero di militarizzare qualsiasi abitazione privata anche quando non persiste lo stato di guerra. Un altro avvocato delle famiglie della Wigg Tower, David Enright, coglie l’importanza di tale decisione e sottolinea come lo stato sia ora libero di “mettirti missili sul tetto di casa, carrarmati nel giardino e soldati nella sala da pranzo” senza nemmeno chiederti il permesso.
La strategia di sicurezza elaborata dai militari e dal Ministero della Difesa prevede anche il dispiegamento di decine di migliaia di militari, portaerei sul Tamigi, un potentissimo sistema di video sorveglianza, elicotteri e caccia, per una spesa totale che supererà abbondantemente il miliardo di sterline.

Il ministro della difesa Philip Hammond ha sottolineato come le proteste sono “limitate a un gruppetto di attivisti” e che le misure di sicurezza adottate costituiscono un “potente deterrente” contro eventuali attacchi terroristici, e di conseguenza sono un’ottima rassicurazione per tutti coloro che si troveranno a Londra durante i Giochi.

E cosa accadrebbe in caso di un dirottamento aereo? Bisogna considerare che l’est di Londra è un area altamente popolata, per cui gli effetti collaterali dell’eventuale abbattimento di un velivolo sarebbero devastanti. In caso di attacco, la decisione finale spetterebbe al Primo Ministro David Cameron.

C’era una volta la tregua olimpica. O forse il pericolo non viene dal terrorismo, bensi dallo stato che usa l’arma della paura per perpretare i propri interessi?

di Federico Guerrieri, Master in International Relations, Hult International Business School, London