Uccisa con almeno una decina di colpi alla testa inferti con una vanga. Poi forse mentre ancora respirava, gli ultimi momenti di vita, quando era già agonizzante, è stata cosparsa di benzina e le è stato dato fuoco. Maria Anastasi è morta così, incinta, al nono mese di gravidanza. La sua colpa? Quella di non accettare una convivenza col marito e con l’amante di lui – lei che era stata nella vita sempre remissiva, così l’hanno descritta i familiari – aveva probabilmente deciso di reagire e di non volere più sottostare al marito-padrone.

Secondo i pm di Trapani, Sara Morri e Andrea Tarondo, che indagano su questo orribile delitto, ad agire per uccidere è stata una coppia di amanti diabolici. Giovedì scorso i carabinieri su ordine della Procura di Trapani avevano arrestato il marito dell’uccisa, un operaio, Salvatore Savalli, con l’accusa di omicidio premeditato. La notte scorsa il secondo arresto, quello di Giovanna Purpura, l’amante dell’uomo, accusata di concorso nell’omicidio, portata in carcere al termine di un nuovo interrogatorio. Si sono accusati a vicenda Salvatore e Giovanna, 39 anni tutti e due, come la vittima. Lui ha sempre parlato di scomparsa della moglie, aveva anche fatto balenare che era lei, Maria, e non lui, ad avere un amante. Solo ieri al gip, dopo il silenzio che da sospettato ha opposto ai pm, ha raccontato che ad uccidere è stata l’amante, ma il gip non gli ha creduto e ha confermato l’arresto.

Giovanna Purpura invece già nelle ore vicine al ritrovamento del cadavere di Maria aveva raccontato ai magistrati che dinanzi a lei, impietrita dal terrore, Salvatore nel pomeriggio di mercoledì scorso aveva ucciso la moglie e aveva cercato di darle fuoco. Un racconto raccapricciante quello di Giovanna che ha riferito di avere visto il corpo di Maria sobbalzare mentre le fiamme la avvolgevano, quasi fosse ancora viva. A incastrare i due amanti sono state le loro contraddizioni, le testimonianze dei familiari e dei figli della coppia che hanno detto di avere visto il padre uscire con un bidone di benzina (lui dirà che era sua abitudine farlo per non correre il rischio di restare senza in auto). Gli stessi figli hanno raccontato che da tempo Giovanna Purpura abitava con loro nella stessa casa dei genitori.

Per ore poi, dalla notte di mercoledì, Salvatore Savalli aveva fatto cercare la moglie in una zona dove mai sarebbe stata trovata perché il corpo di Maria si trovava a 25 chilometri di distanza da dove i carabinieri conducevano le ricerche. Il corpo senza vita di Maria Anastasi è stato trovato grazie a una telefonata anonima giunta ai carabinieri, in una trazzera di campagna, nei pressi della discarica comunale. Riversa faccia a terra, quasi del tutto carbonizzata, Maria aveva le braccia incrociate sotto al viso, quasi a volersi proteggere mentre veniva colpita al capo ed uccisa.

In auto Salvatore Savalli aveva anche un sacco di cemento. Secondo l’accusa, il suo intento, non riuscito, è stato quello di scavare una fossa e fare sparire per sempre ciò che restava della moglie. L’autopsia, eseguita dal professor Livio Milone, ha stabilito che Maria è morta per i colpi inferti al capo. Altri accertamenti serviranno a stabilire se fosse ancora viva mentre veniva data alle fiamme. Domattina i funerali di Maria Anastasi nella chiesa più importante di Trapani, la Basilica della Madonna. Insieme a Maria, anche il corpo di quel bambino che portava in grembo e mai nato per colpa della ferocia di due amanti.