Eugenio Scalfari? Dispiace che un padre del giornalismo italiano sia incorso in questo grave infortunio dimostrando di non conoscere le più elementari norme della procedura” Così alla Zanzara, su Radio 24, replica Antonio Ingroia, sostituto procuratore di Palermo, alle dure critiche di Eugenio Scalfari, che sulle pagine di Repubblica ha accusato la procura del capoluogo siciliano di aver violato la Costituzione per le intercettazioni che hanno coinvolto Nicola Mancino e che hanno chiamato in causa Giorgio Napolitano. “Scalfari sostiene che non conosciamo le elementari regole della Costituzione” – prosegue Ingroia – “Non credo che sia laureato in giurisprudenza e quindi glielo possiamo perdonare. Magari si informi“. Il procuratore di Palermo precisa ulteriormente: “Secondo Scalfari la Costituzione avrebbe dovuto imporre l’immediata interruzione delle intercettazioni. La legge non prevede nulla di ciò”. Il magistrato entra nei dettagli e spiega: “Secondo la legge, di fronte a intercettazioni legittime e regolarmente autorizzate da un giudice, qualora casualmente vengano intercettate conversazioni con personalità che non possono essere sottoposte a intercettazioni, queste ultime, se in particolare risultano irrilevanti anche nei confronti della persona legittimamente intercettata, vengono tolte di mezzo. Successivamente ci sarà un’udienza apposita davanti a un giudice che deciderà sulla distruzione delle intercettazioni.” E continua: “Un pm non può “ad libitum” o “a capocchia” distruggere quello che vuole“. Ingroia, infine, risponde al conduttore Cruciani sul suo intervento nel blog di Beppe Grillo. “Mi è stato chiesto dal suo staff redazionale di esprimere la mia su un tema che mi stava a cuore” – replica il magistrato – “lo avrei fatto su un qualsiasi sito che ospita opinioni, non sono sotto nessuna bandiera politica. Sul blog di Grillo ho detto le stesse cose che ho pronunciato in un’intervista al direttore di Libero, Belpietro. Intervista che ha occupato sul quotidiano la prima pagina e due pagine intere” di Gisella Ruccia