Stadio di S.Siro 7giugno 2012.

Ricevo una telefonata da un amico all’ora di pranzo.” Ho un biglietto per Bruce stasera a S.Siro,vieni?Alle tre ti passiamo a prendere” . Dubbi? Nessuno! Parto con Marco e Cesare con la sua utilitaria con macchie strane dappertutto, anche sul soffitto (abbiamo cercato di capirne le origini ma dopo cento versioni differenti ci siamo arresi) e per il resto del viaggio l’unico passatempo è stato il raccontarci i nostri vecchi concerti di Bruce.

Al nostro arrivo non abbiamo potuto esimerci dal rito birra e panino con salsiccia nella bancarella più unta di tutto il parcheggio, a due km a piedi dallo stadio. Cesare già sudatissimo nella sua maglietta abusiva del Boss, in preda ad un raptus corre a comprarne una nuova. Abusiva anch’essa . Ci separiamo ed entriamo nello stadio, avevamo posti differenti, loro nel secondo anello, io nel terzo, ma fronte palco. Dopo due ore d’attesa un ometto tutto vestito di nero sale sul palco ed attacca le scalette probabilmente appena decise e dopo dieci minuti la band sale sul palco. Alle 20.40 sale Bruce, saluta e attacca con “We Take Care Of Our Own” seguita da “Wrecking Ball”. Lo stadio esulta, l’audio è pessimo ma il fonico sta lavorando, la band e lui sembrano sotto tono , il pensiero va alla sua età , starà micca invecchiando?
Il terzo pezzo cancella tutto! “Badlands”, l’audio magicamente si aggiusta ed è rock, la folla è in delirio, il boss è tornato, sul suo volto si stampa il sorriso e nei suoi occhi la voglia di dare tutto al suo pubblico. Scaletta eccezionale, giusto mix tra brani nuovi e vecchi, un brano abbastanza sconosciuto come “The promise” cantata e suonata da lui al pianoforte , e poi “Born in the USA” e “Born to run” eseguite una dopo l’altra. La E Street Band in forma come negli anni ottanta nonostante l’assenza di Clarence celebrato con “10th Avenue freeze Out” e sostituito dal nipote Jakie, stesso fraseggio e quasi stesso suono.

Tre ore e quaranta di concerto, trentatré canzoni , voglia di improvvisare, di divertirsi , di darsi al pubblico, tre ore e quaranta di musica impeccabile, di puro rock’n’roll, di sudore, di mani sporche , di poesia! Andare ad un concerto di Bruce Springsteen & the E Street Band è guardare negli occhi il rock! Alla fine eravamo tutti esausti assieme a lui, Cesare era talmente sconvolto che al ritorno ho guidato io e mentre dormiva sul sedile posteriore io e Marco ,tra un commento e l’altro sul concerto, ci siamo di nuovo interrogati su quelle macchie strane presenti sui sedili e sul soffitto della sua Cinquecento. Puro rock&roll

Leo Sgavetti