Leggi: cancellati 37 tribunali 38 procure 18mila posti letto 7 enti…  
Pensi: ok, se si deve fare… 

Poi, improvvisamente, un’immagine attraversa la tua mente intontita dai conti del fallimento italiano: è un uomo. Vicino a lui c’è una donna. Accanto a loro ci sono due bambini.Guardi meglio: sì, è una famiglia. Hanno un’espressione angosciata. Lei lavorava in un ente soppresso, lui in una procura cancellata.
Vedi un altro tipo, 40 anni, pieno di energia: ha due occhi da matto. Dall’oggi al domani gli hanno chiuso il posto di lavoro. Non ha più un reddito e ha un sacco di tempo libero. Che ne farà della sua energia? Che ne sarà dell’esercito di persone che impegnavano 8 ore al giorno a curare un ramo secco, ora che il ramo è stato potato? Di che cosa vivranno? Diventeranno asceti o criminali?

Vedi una donna anziana, piegata come una canna di bambù sotto una tempesta di vento. È seduta su una sedia di latta, nel pronto soccorso di un ospedale. Aspetta. Con la pazienza dei vecchi. Non sarà ricoverata. Il suo posto letto è caduto sotto la mannaia della spending review.

Tagli alla sanità quando la popolazione sta invecchiando a un ritmo da Grande Mutazione? Siete sicuri che sia la strada giusta? Non sai a chi chiederlo. Taci. E cerchi di fermare l’immaginazione. Di non pensare che, dietro a certe voci della rivista della spesa, si dibattono degli esseri umani.

Il Fatto Quotidiano, 8 Luglio 2012