Vicemonito di Bersani contro “un quotidiano italiano” sulle cui pagine “continua lo stillicidio degli attacchi pretestuosi e del tutto immotivati al presidente della Repubblica”. Dopo aver compulsato le pagine del Corriere, di Repubblica e degli altri sessanta quotidiani italiani, abbiamo capito che il segretario del Pd ce l’aveva proprio con Il Fatto. Forse per avere pubblicato le voci libere e autorevoli di Franco Cordero, Barbara Spinelli, Stefano Rodotà e Giovanni Sartori sulle strane telefonate tra Nicola Mancino e il Colle. Invece di fare la faccia truce per conto terzi, Bersani dovrebbe più utilmente interrogarsi sui reali pericoli che corre la credibilità del “presidio più alto di cui il Paese dispone”.

Per esempio, non sarebbe nell’interesse stesso del Quirinale e principalmente di Giorgio Napolitano chiedere a Mancino di rendere pubbliche le loro due telefonate (mai smentite), visto che l’ex ministro da indagato ha accesso agli atti dell’inchiesta di Palermo sulla trattativa? È una domanda che sorge spontanea dopo che, in un’altra telefonata trascritta dai pm di Napoli, l’ex ministro Giulio Tremonti conversa con un signor Moncada (definito dall’ex presidente Ior Gotti Tedeschi “grandissimo burattinaio”) di un dvd completo con tutte le intercettazioni Mancino-Quirinale, gravido di conseguenze sulla tenuta del governo Monti. “Scherzavo”, ha poi spiegato Tremonti e non c’è motivo per non credergli, se non fosse che siamo in Italia dove il mercato di veleni & ricatti è sempre fiorente. Chi può escludere infatti che sul Mancino telefonico esista una sorta di compilation con brani inediti e vieppiù scottanti?

A riprova di una polemica a suo dire “costruita sul nulla”, il Presidente cita la pubblicazione della sua lettera al Procuratore generale della Cassazione affinché verificasse la correttezza e il coordinamento delle indagini sulla trattativa Stato-mafia che tanto allarmavano Mancino. Vero, ma se quella missiva fosse stata resa nota al momento dell’invio e non oltre due mesi dopo, quando ne parlammo noi sul Fatto, forse ogni polemica “costruita sul nulla” sarebbe stata evitata alla radice. Ora, onde evitare che sul “nulla” di telefonate certamente limpide si costruiscano commerci di dvd e illazioni avvelenate, non sarebbe meglio – chiediamo rispettosamente – dimostrare subito e una volta per sempre che di nulla si tratta?

Il Fatto Quotidiano, 7 luglio 2012