Qualcuno abbaia, al telefono. «É Hogan, il mio cane». Passione per la moda? No, passione per Hulk Hogan e per il wrestling: «É la mia vita». Ride, Ortenzia Squillace, una delle donne del wrestling italiano insieme a Queen Maya, Lisa Schianto e la ritirata Lacrima Christi. Due figlie, 46 anni, un marito e un lavoro come impiegata al Comune di Sellia Marina, in provincia di Catanzaro. «Dal lunedì al venerdì sono composta e educata con i clienti, un agnellino. Ma nel weekend mi sfogo. Mi trasformo e divento Tenebra».

Ortenzia Squillace in arte "Tenebra", la prima donna wrestler in Italia

Tenebra è il nome d’arte che Ortenzia ha scelto per il ring. Un gonnellino in stile gladiatore, un top nero, un anello a forma di teschio e la trasformazione è fatta: «Tenebra nasce come una guerriera della notte. È la distruzione», dice.

La sua doppia vita di impiegata e di wrestler della Xtreme Italian Wrestling (una fra le più importanti federazione di wrestling in Italia insieme alla Italian championship wrestling) è cominciata anni fa. «Vedevo gli spettacoli dei wrestler americani in tv e sognavo ad occhi aperti ammirando le prodezze di Hulk Hogan, il wrestler più forte di tutti i tempi – racconta – mi emozionava vedere il mio personaggio preferito che riusciva a sconfiggere l’avversario. Volevo stare anch’io sul ring. Lì sopra ti senti davvero una bomba umana». Nel 2007 Ortenzia squillace si è iscritta alla scuola della Xiw di Messina, la palestra che prepara i talenti del wrestling professionistico nel sud Italia. Da allora ogni sabato prende il treno e va a Messina ad allenarsi insieme agli uomini. «A volte mi alleno anche con le ragazze, ma è più che altro per far capire loro che non devono avere tabù, che devono buttarsi. Io, per esempio, provo di tutto, se mi devo lanciare non mi chiedo se mi farò male, lo faccio e basta».

Dalla sua, Tenebra ha senza dubbio il fisico: un metro e 70 di altezza per 75 chili di peso. È per questo che si trova a suo agio soprattutto quando combatte contro gli uomini: «Con loro non mi devo trattenere. Se devo dare un calcio, un pugno posso farlo liberamente. Lo diceva, mio padre, che dovevo nascere uomo».

Tenebra sul ring

Eppure, secondo Marcello Crescenti, presidente della Xiw, è proprio il fatto di essere donna che rende i successi di Tenebra speciali. «Le donne wrestler – sostiene – partono svantaggiate. Il wrestling è uno sport da uomini perché è molto fisico. Le mosse richiedono forza e un corpo che sia in grado di sostenere le cadute e le spinte. Tenebra, tra le donne, è quasi un’eccezione. Ha un fisico che le permette di battersi alla pari degli uomini». Non a caso, nel 2008 è riuscita a sconfiggere tutti i migliori wrestler italiani aggiudicandosi il titolo maschile Infinity.

In questi giorni Ortenzia Squillace è ferma per un infortunio: «Mi sono fatta male da sola con un paletto del ring – racconta – questo a dimostrazione del fatto che lassù è tutto vero e se non sai muoverti nel modo giusto rischi di farti male». Comunque, tornerà a Messina fra qualche giorno: il 20 luglio si esibirà in un match a Siracusa e deve continuare ad allenarsi. Il wrestling, dice, è la sua linfa vitale e non vuole starci lontana per troppo tempo. «Non so cosa farei senza il wrestling – sospira – la mia unica paura è che andando avanti con l’età primo o poi io debba smettere». Ma rassicura: «Alla fine l’età non conta. L’importante è stare bene con il proprio corpo e essere sani. E io, modestamente, di energie ne ho ancora da vendere».