Abbiamo aspettato anni, poi mesi, e poi tutta la giornata di ieri. Ma alla fine la sentenza è arrivata, definitiva, e quella pagina terribile, angosciosa, vergognosa scritta 11 anni fa alla scuola Diaz di Genova ha i suoi responsabili. Non tutti pagheranno, qualcuno l’ha già fatta franca (ma succede sempre così), nessuno andrà in prigione, alcuni hanno annunciato ricorso a Strasburgo (prego, accomodatevi! vedrete che legnate!), ma almeno scatterà la sospensione dagli incarichi pubblici (il ministro dell’Interno ha detto che rispetterà la sentenza: ci mancherebbe altro!) e soprattutto per una volta si afferma un principio. Anche in questo paese di azzeccagarbugli, di insabbiatori, di depistatori, di prescrittori, chi abusa del suo potere commette un reato ed è punito. Chissà che la cosa entri anche nelle teste vuote dei troppi bulletti e dei troppi violenti nascosti tra le forze dell’ordine che menano le mani senza motivo e poi quando li beccano si lamentano su internet.

Ma torniamo al 5 luglio, a questa giornata fausta e memorabile. La notizia della sentenza della Cassazione, arrivata nel tardo pomeriggio, è servita anche a verificare la situazione dell’informazione televisiva italiana. Non ho ancora potuto analizzare il quadro completo, ma quello che ho visto in diretta alle 20 è stato impressionante. Partiamo dall’alto: Sky tg 24, che ha già dato immediatamente la notizia in grafica, dedica alla Diaz tutta l’edizione delle 20, con immagini di repertorio, commenti ufficiali e interviste al regista Vicari, al sindaco di Genova dell’epoca, Pericu, ad Agnoletto, alla signora Giuliani. Chapeau! Il Tg7 e il Tg2 aprono con le informazioni sul Consiglio dei ministri che sta prendendo importanti decisioni e sulla tendenza negativa dei mercati, collocando la Diaz più in là, nella seconda parte del giornale vista l’ampiezza dei servizi politico-economici, e trattandola con un certa ufficialità un po’ distaccata, dopo averla annunciata nei titoli di testa. E ora tenetevi forte perché si scende in basso, negli abissi infernali del Tg1. Nessuna presenza della Diaz nei titoli di testa, poi, verso la fine del tg, dopo uno straordinario servizio pieno di effetti speciali sui finti ciechi che guidano motorini in barba alla pensioni di invalidità e prima di un ampio servizio sulla fine degli arresti domiciliari di Schettino, una voce fuori campo femminile su scarne immagini di repertorio biascica poche parole di confusa ricostruzione dei fatti del 2001 e sospira su questi processi tanto “difficili”. Che dire, se non osservare quanto la minzolinizzazione sia ormai interiorizzata nel Tg1, e la sminzolinizzazione sarà (se sarà) un processo lungo e difficile? Auguri al nuovo cda!