margheritaStrappo l’ennesimo foglio e lo appallottolo. Non riesco a iniziare il mio pezzo stamattina.

Devo scrivere di un addio. O forse di un arrivederci, ragazzi.

Chiudo il blog e mi fa male il petto.

E’ così amici, questo siete per me ormai, degli amici.

Il mio editore sollecita la prossima “creatura di carta”. E scrivere un romanzo significa estraniarsi dal mondo, entrare nel tunnel dell’anima. Un impegno totale. Assoluto.

Grazie per le emozioni che mi avete regalato coi vostri post. Grazie col cuore.

Quando mi è stata affidata questa “stanza virtuale”, perché: “Lei è una buona penna, Kanakis”, avevo un idea un po’ vaga di cosa fosse un “blog”. Ma mi affascinava la sfida. E soprattutto l’opportunità di un contatto umano nuovo. Diverso.

Da qui la scelta di rispondere a tutti o quasi.

Quante me ne avete dette nei miei primi post!!

Non vi nascondo che delle volte appena cliccavo la voce “mostra commento”mi prendeva l’ansia.

Poi, tuffando gli occhi tra i vostri suggerimenti e critiche delle volte feroci, ho intuito che dovevo smettere di usare la testa per rispondervi invece di “pancia” ( Dibi).

Solo così vi avrei raggiunto.

I commenti piano, piano sono diventati consenso. E quei due giorni alla settimana, incollata al computer a scambiarci le nostre opinioni, un contatto umano meraviglioso.

Vi lascio. E spero che nella vostra mente (nel mio cuore sì), rimanga un piccolo frammento di noi, insieme.

Saluto due amici in rappresentanza di tutti (siete tanti):

Ciao Musa Stanca, Anna Penelope ti abbraccia forte!! Rimani sempre morbida, ma pugnace.

Ciao Rikibitta, sei stata l’anima critica più feroce. Finalmente potrai sospirare a voce alta: “ Non sarò più costretto a leggere le sciocchezze della Kanakis” ( ma non ti sei perso un post!).

Buona vita ragazzi!