Se Sabina Fornari sarà ricordata come il sindaco lampo, il commissariamento del Comune di Serramazzoni entrerà nella storia emiliana per le indagini su reati ambientali e contro la pubblica amministrazione, per un numero di procedimenti pro capite record in un paesino di 7 mila abitanti. Almeno il 10 per cento secondo un calcolo sulla base dei fascicoli noti e tutt’ora aperti, inchieste di iniziativa della polizia giudiziaria, ma molt esposti che i cittadini si fanno l’uno contro l’altro. E l’esempio non lo offre la pubblica amministrazione, guidata negli ultimi dieci anni da sindaci che oggi sono indagati. Fornari, giovane e diligente assessore all’Urbanistica della giunta di centrosinistra di Luigi Ralenti, indagato da un anno per corruzione e turbata libertà del contraente, cinquanta giorni fa era riuscita a battere il rivale Roberto Rubbiani, candidato dai vertici del Pd che chiedevano di voltare pagina. Indagata 4 giorni dopo il voto, la neo-sindaco che pareva immune alle polemiche lascia in seguito all’arresto per tangenti del responsabile dell’ufficio urbanistica, il geometra Enrico Tagliazucchi. Il gesto, spiegato in una lettera con la necessità di “ridare serenità alla comunità” dopo “campagne di delegittimazione contro la mia persona”, era invocato da più parti compreso dal segretario provinciale del Pd Davide Baruffi.

Tuttavia sarebbe semplicistico considerare Fornari e Tagliazucchi, arrivato dopo le esperienze nei Comuni di Zocca e Vignola, come il perno del ‘sistema Serra’. Le radici del fallimento a livello politico-amministrativo, in attesa di conoscere gli esiti delle indagini penali in corso, vengono da lontano. Un ruolo di primo piano è quello del ras democristiano Luigi Ralenti, che è anche un bravo immobiliarista. Nel 2002 si candida a sindaco per una lista civica di centrosinistra. Per rassicurare il partito, che nel frattempo ha preso le sembianze del Pd, si spoglia di beni e interessi. Non tutti però: nel 2009 risulta ancora socio all’1% della Emmeci srl, oggi in liquidazione, controllata a cascata da imprese operanti sul territorio di Serramazzoni. Nel 2002 Ralenti supera l’80% dei consensi, ottenendo cinque anni dopo la conferma.

L’opposizione ‘a sinistra’ è praticamente inesistente, quella del Pdl è capeggiata da Tommaso Tagliani, uomo vicino al senatore Carlo Giovanardi. Le minoranze non sono mai barricadere, né si segnalano denunce di cittadini su anomalie amministrative o abusi edilizi. Nelle due inchieste del Corpo forestale dello Stato su presunte irregolarità nei progetti a Casa Giacomone e Casa Fenocchi sono indagati il geometra Tagliazucchi e alcuni soggetti della cooperativa Coprocon di Pavullo.

Nel maggio 2011 l’inchiesta della Guardia di Finanza, condotta dal pm Claudia Natalini, scoperchia l’imprevedibile, ipotizzando i reati di corruzione e turbata libertà di scelta del contraente in relazione al project financing da un milione e centomila euro per il restyling dello stadio dove oggi gioca la squadra di dilettanti e vent’anni fa segnava i primi goal il campione del mondo Luca Toni.

Nel mirino ci sono i lavori edili affidati ad una società a responsabilità limitata, secondo gli inquirenti riconducibile a Rocco Baglio, ex soggiornante obbligato di Gioia Tauro già condannato per detenzione di armi a Torre Maina di Maranello e per bancarotta fraudolenta della società Mida’s di Modena. Baglio è indagato sia per l’incendio della villa di Giordano Galli Gibertini, ex calciatore del Modena titolare di un’impresa edile, sia per corruzione del sindaco Ralenti, che non nega gli incontri con il pregiudicato reggino, peraltro documentati dalla Guardia di Finanza, ma respinge ogni addebito così come il suo interlocutore. Politica e media glissano o minimizzano, senza chiedere dimissioni né chiarimenti.

I primi a rompere il muro del silenzio, seguiti poi da Federazione della Sinistra, Movimento 5 Stelle e Lega Nord, sono due ex del partitone, entrambi minacciati anni prima per l’impegno antimafia: Roberto Adani, sindaco di Vignola fino al 2009, e Massimo Mezzetti, ex segretario dei Ds oggi assessore regionale alla Cultura e leader di Sinistra ecologia e libertà. Mezzetti, criticando gli incontri tra sindaco e Rocco Baglio, invita il Pd a valutare anche l’ipotesi dello scioglimento del consiglio comunale in cui sono maggioranza se la situazione lo dovesse richiedere.

In agosto viene alla luce un’altra anomalia amministrativa, risalente alla primavera, quando i contadini della frazione di San Dalmazio vedono spuntare dall’embrione di un fabbricato agricolo il progetto per la realizzazione di un gassificatore. In marzo l’imprenditore di Guiglia Remo Uccellari, dopo aver chiesto e ottenuto il permesso di costruire un capannone agricolo, presenta una denuncia di inizio attività che varia la destinazione d’uso proponendo un “dissociatore molecolare”. Il termine tecnico per indicare un produttore di energia a biomasse non tranquillizza ambientalisti e residenti, convinti che nasconda un inceneritore per rifiuti poco definiti.

Centinaia di firme raccolte a cavallo di Ferragosto, le dimissioni della consigliera Pd Elena Bortolotti e l’assenza dell’autorizzazione della Comunità montana sullo svincolo idrogeologico inducono la giunta a fare marcia indietro.

Ralenti, che dopo due mandati non è più candidabile, lancia in pista la fedelissima Sabina alle ultime elezioni di maggio dove si sfidano cinque liste civiche. Le urne premiano la continuità assoluta: Fornari vince per 17 voti su Rubbiani distanziando gli altri rivali. La Guardia di Finanza, fa scattare nuove perquisizioni nell’ambito di un’indagine che scaturisce dal filone principale per l’appalto dello stadio. Ancora una volta gli accertamenti riguardano presunte concessioni edilizie irregolari: Luigi Ralenti e la moglie Rosanna Bonfiglioli, il neosindaco Fornari e il geometra Tagliazucchi sono indagati per associazione a delinquere finalizzata alla concussione, all’abuso d’ufficio e all’abuso edilizio.

Tagliazucchi, incurante di procedimenti penali in corso, perquisizioni e avviso di garanzia, poche ore prima della semifinale degli europei Italia-Germania si è recato a Ospitaletto di Marano per intascare 500 euro, considerati la prima tranche di una tangente da 20mila euro per oliare una pratica. Il geometra, ora ai domiciliari dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip che ha riqualificato il reato in corruzione, si sentiva intoccabile. Ora, forse, nessuno si considera più tale. Le dimissioni di Fornari infatti assumono una doppia valenza. Politica, con la nomina da parte del Prefetto di un commissario pro tempore che gestisca l’ordinaria amministrazione sino alle nuove elezioni, e giuridica, in quanto l’azzeramento della giunta esclude la possibilità di inquinamento probatorio o reiterazione del reato.