Quest’estate non mettete la testa sotto la sabbia. E non soffocatela in apnea nemmeno nel lago in montagna. Immergetela invece nella lettura di un libro. Libri sul calcio, freschi di stampa. Non servono condizionatore d’aria, né condizionamenti. E nemmeno il podio del Premio Strega. Leggerli vi farà bene. E farà bene anche al nostro calcio, vice campione d’Europa.

‘Pallone criminale’ (Ponte delle Grazie) è il volume d’inchiesta, decisamente il più riuscito, sull’ultimo scandalo sferico, scoperchiato dalle procure di Cremona, Napoli e Bari. Scritto a quattro mani dai giornalisti Simone di Meo (Il Giornale) e Gianluca Ferraris (Panorama), attraversa l’arco investigativo di football gomorra, portando il lettore tra trame occulte e voracità delle mafie internazionali, tra riciclaggio e controllo di calciatori, curve e società. Ne esce un quadro d’insieme scioccate ma concreto: il calcio è moribondo, privo di anticorpi. Vive in ostaggio di una criminalità organizzata e globalizzata, che precipitosamente sta rovinando il gioco più bello del mondo.  

Giuseppe Narducci, già assessore nella giunta napoletana De Magistris ma soprattutto Pubblico Ministero (con Michele Capuano) nel processo Moggiopoli, racconta la verità inquirente in Calciopoli, la vera storia’ (Edizioni Alegre).  E’ la prosa delle 18 ore (record) di requisitoria penale condotta dalla procura partenopea per condannare intrighi e grumo di potere di una cupola criminale, vera e propria associazione a delinquere, attiva almeno dal 1999 e che, nel 2006, portò alla revoca dei tricolori bianconeri. La prefazione è di Marco Travaglio, ancora ebbro dell’ultima vittoria: “sono felice dello scudetto numero 28 perché conquistato sul campo, senza favoritismi né moggismi, così come fui felice che la ‘mia’ Juventus venisse retrocessa per espiare le sue colpe”.

In vista delle sentenze che, inevitabilmente, riscriveranno composizione e griglie dei prossimi campionati, per familiarizzare con le fonti del diritto sportivo e le responsabilità di società e tesserati, c’è ‘La giustizia sportiva nel calcio’ (Edizioni FAG Milano) dell’avvocato Andrea Greco, dirigente sportivo, patrocinante negli organi di giustizia federale calcistica. Il volume è un manuale universale, fluido e chiaro, valido per gli addetti ai lavori ma anche per curiosi e neofiti della disciplina giuridico-sportiva, desiderosi di spingersi oltre le solite infografiche delle cronache di giornale.

La versione di Tito Boeri (Università Bocconi e lavoce.info) è invece il cuore del pamphlet-intervista ‘Parlerò solo di calcio’ (il Mulino), un’agevole parallelismo tra studi economici e analisi del principale catalizzatore dell’attenzione contemporanea, risorsa scarsa capace di incollare 23milioni di telespettatori per la finale Italia-Spagna: il calcio è visto come una metafora dei nodi del nostro Paese (gerontocratico, costantemente in conflitto d’interesse e sottomesso allo strapotere mediatico). Il libro fornisce un’interessante chiave di lettura per fotografate le distanze italiane da una gestione moderna ed europeista del football

Per chiudere, due saggi di calcio giocato, una sorta di ritorno ad una speranza di normalità, quando si parlava solo di campo, due porte, ventidue giocatori, un arbitro e i guardalinee. Maurizio Crosetti (inviato Euro 2012 per Repubblica) è l’autore di ‘La vendetta, così la Juve è tornata la Juve’ (Baldini&Castoldi), passione e rabbia per juventinologi e delpieristi ortodossi, meritatamente in paradiso dopo l’inferno di Moggiopoli e il purgatorio della Serie B. Serve per ricaricare le pile: il saggio intreccia bene passato e presente della squadra più amata (e più odiata) d’Italia, fornitrice dell’ossatura del recente argento conquistato dai ragazzi di Prandelli.   

Fabio Caressa, voce storica delle telecronache Sky, verga infine un romanzo rotondocentrico per tramandare di padre in figlio la favola di un mito a misura di tifoso. Il titolo non permette equivoci, né fraintendimenti: ‘Gli angeli non vanno mai in fuorigioco’ (Mondadori) è la storia di una comitiva di ragazzini, d’estate in vacanza in un paesino d’Abruzzo, che ammazza il tempo giocando a pallone, sognando nei ricordi di un vecchio saggio, mentore di imprese leggendarie, tra romantiche sconfitte e nefandezze anni ’70 e ’90. Quando i tempi del calcio totale di Tommaso Maestrelli confluirono nell’avanguardismo di Arrigo Sacchi, tra Paolo Rossi e Paulo Roberto Falcao, fino a Maradona, Gullit e Van Basten. Quand’erano i tempi del rettangolo verde, del pienone sugli spalti e degli uomini di ‘cos’era una volta’ il calcio…