Consiglio comunale da rifare a Piacenza. A più di un mese dalla proclamazione ufficiale, il Tar ha accolto il ricorso di Marco Colosimo, primo dei non eletti nella coalizione che aveva sostenuto il candidato di centrodestra, Andrea Paparo. Colosimo si era rivolto al tribunale per chiedere “la correzione del risultato della consultazione”. Nel mirino dell’esponente di “Piacenza Viva” era finita l’attribuzione, effettuata dall’Ufficio elettorale centrale del Tribunale di Piacenza dei 20 seggi alla maggioranza, contro i 12 che, secondo i calcoli effettuati, spettavano alla minoranza. Numeri che, secondo Colosimo, andavano rivisti.

L’Amministrazione Comunale, in un comunicato diffuso in tutta fretta, ha preso atto della decisione assunta dal Tribunale amministrativo regionale e ha sottolineato che “la vicenda è comunque più complessa, poiché i posti in Consiglio Comunale (a seguito della riduzione dei consiglieri per gli eccessivi costi della politica) sono 32 (a fronte dei 40 della precedente Amministrazione), il cui 60 per cento è pari a 19,2”.

Calcoli e numeri astrusi, che però contengono una certezza: la rappresentanza in Consiglio comunale non era quella uscita dalle urne. Il guazzabuglio è nato perché, considerato che non si possono dividere in decimi i consiglieri, il Tribunale di Piacenza ha fatto un arrotondamento per eccesso, garantendo in tal modo 20 consiglieri alla maggioranza e 12 alle minoranze.

Il Comune si è difeso, affermando che “erano anche stati presi come riferimento altri Comuni che avevano adottato la stessa linea: Parma, L’Aquila, Frosinone, Belluno e Catanzaro”.

La questione non è stata comunque un fulmine a ciel sereno, visto che negli ultimi giorni anche i parlamentari Tommaso Foti (Pdl) e Massimo Polledri (Lega Nord) avevano presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno per avere una posizione ufficiale in materia e dirimere così la questione.

Ma si deve a una recente sentenza del Consiglio di Stato l’arrotondamento per difetto, garantendo così 19 consiglieri alla maggioranza e 13 alla minoranza quando fino ai ballottaggi del 20 e 21 maggio sia le direttive emanate dal Ministero dell’Interno che le prime sentenze del Consiglio di Stato interpretative della norma, indicavano ai Tribunali di arrotondare per eccesso.

Ciò detto, il Comune ha confermato che si adeguerà, riservandosi comunque di ricorrere anch’esso al Consiglio di Stato entro i venti giorni consentiti per ottenere una pronuncia definitiva sulla questione da nascerà l’assetto definitivo dell’attuale Consiglio Comunale. Nella prossima seduta di Consiglio comunale, infine, avrà luogo la surroga e Marco Colosimo potrà subentrare a Carla Ponzini (Pd), che occupava il suo posto a causa del calcolo errato.

di Gianmarco Aimi